Civita Castellana – La situazione della biblioteca comunale di Civita Castellana e della determina n. 766 del 2019, che inizialmente ha creato dubbi, ogni giorno si sta trasformando in qualcosa di molto più serio e preoccupante.
Dalla visura camerale della società cooperativa “Lavoro e solidarietà” alla quale il comune di Civita Castellana ha deciso di affidare la gestione del servizio biblioteca emerge che un noto esponente della politica viterbese dei Fratelli d’Italia sia socio e figlio della più alta carica dirigenziale della stessa. Questo dato aumenta i dubbi sulla mancata trasparenza della procedura amministrativa che ha portato al provvedimento in esame.
Dalla stessa visura non si è potuto non notare che la cooperativa in questione ha come attività esercitata quella della pulizia di arenili e giardinaggio e come altre attività ad esempio quelle della gestione dei rifiuti e della coltivazione di cereali. Tutte attività interessanti ma che poco hanno a che fare con quella di gestione della nostra biblioteca comunale. Nella determinazione n. 766 del 19 settembre 2019, inoltre, non vi è traccia di delibere di giunta che traccino la via da seguire in merito alla gestione dei vari servizi della biblioteca.
Ciò che è mancante è, quindi, un atto di indirizzo politico. Non vi sono neanche prove che consentano di capire come si è arrivati alla cooperativa viterbese o come questa sia arrivata a presentare un preventivo al comune di Civita Castellana.
Non si comprende, in aggiunta, come si possa presentare un preventivo il 17 settembre e due giorni dopo avere la determinazione di pagamento con una motivazione di urgenza che, a nostro avviso, non esisteva prima e non esiste ora considerando i due dipendente e i sei ragazzi impegnati nel servizio civile.
Per tali ragioni chiediamo al sindaco Franco Caprioli di annullare tale determina cosi da ristabilire i principi di buon andamento, trasparenza e imparzialità della pubblica amministrazione.
Se non dovessimo riuscire ad ottenere tali risposte con i poteri e gli strumenti che la legge attribuisce ai consiglieri comunali, saremo costretti a demandare tali indagini alle autorità competenti in materia.
In conclusione possiamo notare che da situazioni come queste solo due sono le alternative possibili: o il sindaco ha perso il controllo della maggioranza ed è in balia delle scelte altrui, o è complice di queste scelte che consideriamo inaccettabili.
Claudio Parroccini (FI)
Simone Brunelli (Pd)
Vanessa Losurdo (Pd)
Maurizio Selli (M5s)
Maurizio Serafinelli (M5s)
Yuri Cavalieri (Rc)
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