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Viterbo - Annuncio del presidente Nocchi in una seduta di consiglio infuocata - Duro attacco su tutti i fronti da parte dell'opposizione

Elezioni provinciali, si vota il 15 dicembre

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Viterbo - Consiglio provinciale - Il presidente Pietro Nocchi

Viterbo – Consiglio provinciale – Il presidente Pietro Nocchi

Viterbo - Consiglio provinciale - L'opposizione

Viterbo – Consiglio provinciale – L’opposizione

Viterbo – (g.f.) – “Elezioni provinciali, pronto il decreto. Si vota il 15 dicembre”. In un’infuocata seduta di consiglio, il presidente Pietro Nocchi annuncia la data. Che lascia insoddisfatta l’opposizione.

“L’ultimo giorno utile”, tuona Gianluca Grancini (Centrodestra). Riferimento al fatto che il presidente, dalla scadenza dei termini ha tre mesi di tempo per chiamare al rinnovo del consiglio provinciale. Lasso di tempo utilizzato per intero.

Ma quella di ieri è stata una seduta molto tesa non solo per la convocazione prenatalizia al voto. Molto duro, l’intervento del capogruppo d’opposizione Alessandro Romoli. Il centrodestra ha chiesto la discussione d’argomenti quali personale, fitofarmaci, rifiuti, dimensionamento scolastico. Il 16 luglio. Invano.

“Perché – si domanda Romoli – non sono all’ordine del giorno? Dopo tre mesi, è gravissimo. Il presidente deve rispettare il consiglio. Non ha ottemperato a una disposizione precisa, c’è una richiesta da parte di quattro consiglieri”.

Il presidente Nocchi è disposto a discuterne anche la prossima settimana e la mancata convocazione la spiega con l’intenzione di voler affrontare un dibattito più ampio e aperto.

Il centrodestra non si lascia convincere. “Andava convocato il consiglio con i punti all’ordine del giorno – spiega Gianluca Grancini – se c’è una richiesta da parte di un quinto dei consiglieri va dato corso, succede in tutti i consigli comunali”.

Non è successo a via Saffi. Ma ieri è stato il giorno delle recriminazioni e Grancini punta ancora il dito contro Nocchi: “Manca di rispetto a Viterbo”. Per Talete.

Nocchi è anche presidente Ato ed era stato inviato a partecipare in quinta commissione, all’audizione del presidente della società idrica Andrea Bossola.

Nocchi ha inviato una lettera per spiegare che in contemporanea c’era il consiglio provinciale e quindi non avrebbe potuto prendere parte. “Ma la convocazione della commissione – osserva Grancini – era precedente rispetto a quella del consiglio”.

Ormai lo scontro a palazzo Gentili è totale. Dialogo zero. Pure sull’inizio della seduta. In ritardo quasi di un’ora, mentre il centrodestra era puntualmente presente alle 12.

“Siamo imbecilli ad arrivare precisi? – si domanda Romoli – qui si tratta d’educazione”.

Maurizio Palozzi si scusa per essere arrivato a lavori iniziati. “Chiedo venia – osserva Palozzi – avevo precedenti impegni. Ma se anche la minoranza li ha e non può attendere, può alzarsi e andare via”.

Ancora nervosismo. Palozzi parla, Romoli non gradisce e gli parla sopra. Il consigliere Pd lo invita “per favore” a stare zitto e intervenire a tempo debito. Romoli non gli fa il favore. Non è proprio aria.


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19 ottobre, 2019

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