Riceviamo e pubblichiamo – Niente tassa sulla Coca Cola e altre bibite gassate.
Sgasato quindi il ministro Balduzzi che rischiava di passare alla storia come l’introduttore dell’ennesima odiata tassazione sui consumi. L’ostruzionismo della Lega Nord e di altre forze politiche ha impedito l’ennesimo increscioso caso di tassazione indiretta.
Pensare di tassare anche la mitica Coca Cola la dice lunga su chi governa questo paese.
Il fine dell’iniziativa voleva essere nobile: dare soldi a sostegno della sanità; ma la modalità prospettata rischiava di essere veramente troppo.
Va bene che in altri paese europei esiste già da tempo una simile tassazione ma in altri stati la mole di tasse non è quella made in Italy.
Dal nostro punto di vista siamo arrivati alla provocazione. Una situazione che nell’immaginario collettivo rievoca l’Inghilterra di Robin Hood, quella per intenderci in cui a tassare era lo Sceriffo di Nottingham. Fortunatamente, almeno la tassa sulle bollicine pare sia stata scongiurata.
Non appena Balduzzi aveva annunciato la tassa sulle bibite era scoppiato un vero e proprio putiferio. Dalla politica alle associazioni era piovute una selva di accuse contro il governo e contro il dicastero della Salute.
A essere determinanti, nel far gettare al governo la spugna sull’idea di questa nuova tassa, i dati forniti da Confcommercio. In base a questi i consumi sono in caduta libera e hanno raggiunto i livelli del dopoguerra.
Un dato, quello di Confcommercio, che deve far riflettere. Il paese è in chiara recessione e non è con l’uccisione del mercato che si può pensare di combattere la crisi e rilanciare lo sviluppo. Il governo Monti non è un governo tecnico ma un governo dotato di una forte ideologia: quella delle banche sovrane e dei conti degli stati in regola come strumento per togliere di mezzo piccole e medie aziende attraverso l’impennata delle tassazioni dirette e ancor più indirette.
Invitiamo a ragionare su questo. A giudicare alla luce di queste osservazioni le forze politiche che tengono banco a questa azione e a esprimersi chiaramente, nei loro confronti, alle prossime votazioni politiche e amministrative.
Se la loro visione della politica e del sistema Europa e sistema Italia trovasse consenso sarebbe, nel giro di poco, la rovina di molti. Sarebbe la nascita di un sistema impostato sulla disuguaglianza sociale e sullo smantellamento dello Stato e della politica reale, quella che deve pensare e deve occuparsi del benessere e della felicità dei propri cittadini.
Lega Federalista
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