Viterbo – Si difende affermando di aver “fatto tutto in maniera regolare” l’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri, indagato dalla procura di Viterbo per falso in atto pubblico per aver manomesso un emendamento.
L’emendamento modificato riguardava la messa in vendita dell’ex chiesa della Pace, quella dei facchini di santa Rosa, scambiata per deposito. Un errore, e per questo l’intero documento è poi stato ritirato. Ma all’immobile veniva comunque attribuito un valore di oltre 19mila euro, che poi sarebbe stato trasformato a penna in oltre 319mila euro: davanti al valore iniziale sarebbe stato apposto un “3” a mano. Di conseguenza, sarebbe stato cambiato anche il totale del documento.
“Ritengo di aver fatto tutto in maniera regolare – dice Barbieri (Fondazione), già raggiunto dall’avviso di garanzia -. Chi mi conosce lo sa: ho sempre operato nella giustezza. E poi non ho modificato da 300mila a 19mila euro, ma da 19mila a 300mila. E l’ho fatto solo per tutelare l’ente, perché un immobile di 300 metri quadrati era stato fatto valere il prezzo ridicolo di 19mila euro. Da qui la correzione”.
Inoltre sembrerebbe che agli atti ci sia anche una valutazione del fondo edifici di culto della prefettura (perché l’ex chiesa della Pace è di proprietà del ministero) che, agli inizi del 2000, aveva attribuito all’immobile un valore di oltre 400mila euro. “Spero che questa questione si chiuda bene – continua Barbieri -, perché io ho operato in assoluta correttezza, onestà e nell’esclusivo interesse della città. Un bene di 300 metri quadrati non poteva essere valutato l’esigua cifra di 19mila euro. Mi chiedo poi dove sia il dolo e quale sarebbe il danno che avrei fatto, perché io non l’ho capito. Il falso che mi contestano lo fa chi vuole procurarsi un vantaggio. Ma il vantaggio che io avrei procurato, a chi l’ho procurato? Questa vicenda è kafkiana e io ritengo di non aver commesso nessun reato”.
L’emendamento al Dup, il documento unico di programmazione, manomesso è stato presentato dalla maggioranza di palazzo dei Priori durante il consiglio comunale dell’11 aprile. L’atto per vendere i beni del comune per ricavare fondi (circa quattro milioni di euro) portava la firma dei capigruppo Paolo Bianchini (FdI), Giulio Marini (FI), Ludovica Salcini (Lega) e Gianmaria Santucci (Fondazione).
Ma durante la discussione è emersa la manomissione di uno degli emendamenti. È stato lo stesso Bianchini, capogruppo ma anche consigliere di Fratelli d’Italia, a dichiarare che il documento era stato modificato. E dopo l’apposizione della sua firma. La procura di Viterbo ha poi avviato le indagini, coordinate dal pm Stefano D’Arma. A inizio ottobre l’assessore al Patrimonio, Paolo Barbieri, è stato raggiunto dall’avviso di garanzia per falso in atto pubblico. Dal pubblico ministero è poi stato sentito, alla presenza del suo avvocato Roberto Massatani.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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