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Viterbo - Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea presenta l'indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio nel primo semestre 2019

“Un quadro economico a luci e ombre, ma pensavamo molto peggio…”

di Alessandro Castellani
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Federlazio - Giuseppe Crea

Federlazio – Giuseppe Crea

Marco De Carolis

Marco De Carolis

Federlazio - Giovanni Calisti

Federlazio – Giovanni Calisti

Viterbo – “I dati sulle piccole e medie imprese del territorio sono contraddittori, non si riesce a capire se c’è uno sviluppo effettivo. Tuttavia, vista la situazione economica generale, pensavamo a un quadro molto peggiore”. Il direttore di Federlazio Viterbo, Giuseppe Crea, sintetizza l’indagine congiunturale sulle Pmi del Lazio nel primo semestre 2019, presentata stamattina nella sede di via Sacchi.

“I segnali di ripresa degli ultimi due anni – aggiunge Crea – non riescono a imboccare un percorso di crescita deciso. Il fatturato sui mercati esteri è in aumento, quello interno tiene, così come l’occupazione. Dall’altro lato, però, c’è una riduzione della produzione e degli investimenti, oltre al preoccupante ritorno della cassa integrazione. Siamo in una situazione a luci e ombre”.

Nell’incertezza, il presidente Giovanni Calisti vuole comunque mantenere l’ottimismo. “Considerando fattori esterni come Brexit, la crisi economica tedesca, i dazi Usa e la situazione politica italiana – commenta – pensavamo che il quadro fosse ben peggiore”. 

Determinante, secondo Calisti, rimane l’aspetto dell’internazionalizzazione delle imprese. Il presidente è convinto che “chi non si attrezza per planare sui mercati esteri, è destinato a rimanere indietro. Internazionalizzare, infatti, significa puntare su modernizzazione e qualità”.

Tuttavia, i dirigenti di Federlazio denotano una “permanenza delle difficoltà strutturali delle nostre imprese a investire all’estero. Il 63% delle Pmi intervistate non opera su mercati internazionali, e il 41% di chi lo fa ha un’incidenza sul proprio fatturato inferiore al 5%”.

Numeri poco entusiasmanti, “globalmente stabili” rispetto agli scorsi semestri. “Il problema è che il nostro territorio ha imprese troppo piccole – spiega Crea -. Per aggredire i mercati esteri bisogna crescere, oppure aggregarsi”. Calisti aggiunge che “serve anche un sostegno importante delle istituzioni sul piano della sburocratizzazione. L’Italia in questo momento è un ambiente economico poco propenso alla crescita”.

Ospite della presentazione dell’indagine è l’assessore alla Cultura e il Turismo di Viterbo, Marco De Carolis. Che prima parla da imprenditore, confermando la necessità di “tutelare le aziende sul piano della burocrazia e delle tasse”, e poi da rappresentante delle istituzioni.

“Cultura e turismo secondo me sono una visione d’economia per la città – spiega l’assessore -. Per questo stiamo cercando di creare più eventi possibili e spalmarli nel corso dell’anno. Si è generato un indotto economico importante per il centro storico. Il prossimo grande appuntamento è il Christmas Village, che partirà il 22 novembre”.

 

 

Alessandro Castellani

 


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30 ottobre, 2019

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