Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Un convegno per parlarne dal 26 al 28 settembre

Un convegno sui diritti violati dei detenuti

Condividi la notizia:

Riceviamo e pubblichiamo – Negli anni della crisi economica vi è un luogo dove più che in ogni altro i diritti civili sono quotidianamente calpestati: il carcere.

Accade perchè chi vi è ristretto prima ha sceso tutti i gradini della società, e anche oltre. Una società che non è stata in grado di arrestare la serie di cadute e di errori che iniziano presto nella vita di centinaia di migliaia di persone, perchè nascono in luoghi lontani dai paesi ricchi, perchè la violenza e la droga sono compagni di infanzia, perchè non si ha la forza di lottare quando si è soli.

I detenuti sono persone per le quali oggi è sempre più difficile trovare comprensione.

Perché? Sono riconosciuti colpevoli, ed è giusto che paghino, ma un terzo non ha avuto neanche un processo.

E’ giusto che paghino, ma non così, con il non senso, il dolore, l’umiliazione, la deprivazione degli affetti fino ad arrivare alla depersonalizzazione; la pena fine a se stessa che dovrà finire prima o poi, in un modo o in altro; fino alla prossima carcerazione, in un carosello infernale che abbiamo chiamato “il fenomeno delle porte girevoli”.

E in tutto questo il distacco e la diffidenza degli altri preoccupati per il lavoro che non c’è, per i soldi che non bastano più, in una discarica sociale, per dirla con Saviano, di cui parlare è inutile.

Tra tutti i diritti violati quello alla salute è forse l’unico che ancora riesce a suscitare pietà.

Non è giusto però accettare che la disperazione di chi sta in carcere, ma anche di chi ci lavora, si trasformi per poter avere ascolto in suicidio. Non dobbiamo credere ineludibili le centinaia di morti per cancro, per cirrosi o per Aids. Non possiamo illuderci che la tubercolosi, che coinvolge il 30% dei detenuti, non travalichi le mura del carcere.

Non vogliamo che la giustizia si trasformi in colpevole, violenta, indifferenza.

Di questo si parlerà diffusamente dal 26 al 28 settembre a Viterbo, al congresso europeo sulla salute in carcere organizzato dalla Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (Simpse) e dalla Società italiana di malattie infettive (Simit).

Oltre ai massimi esperti italiani – la lettura introduttiva sarà svolta da Stefano Vella – responsabile per l’Oms della lotta all’Aids nei paesi in via di sviluppo, saranno presenti esponenti dell’Organizzazione mondiale per la salute, dirigenti generali del ministero della Giustizia, associazioni nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani come Ristretti orizzonti , Nps Lila, Medici senza Frontiere e altri.

Roberto Saviano, sull’Espresso del 3 settembre, invita tutti a “prendersi il lusso” di parlare di carcere . Noi lo faremo affrontando il problema con serietà, impegno, rispetto e umanità. Noi ci saremo.

Giulio Starnini

Past President Simpse

Direttore Unità operativa medicina protetta – Malattie infettive, Ospedale Belcolle


Condividi la notizia:
6 settembre, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/