Foggia – È tornato in servizio, dopo aver rischiato di morire sette mesi fa.
Pasquale Casertano, carabiniere di 26 anni, ha riabbracciato i colleghi di Foggia. Il 13 aprile rimase coinvolto in una sparatoria a Cagnano Varano (Foggia): Giuseppe Papantuono, un 64enne già noto alle forze dell’ordine, scaricò un intero caricatore contro due militari che l’avevano fermato per un controllo. Uno era il maresciallo 47enne Vincenzo Di Gennaro, raggiunto da nove colpi d’arma da fuoco e ucciso. L’altro era Casertano, ferito al braccio e all’addome.
In ospedale, Casertano ricevette la visita del comandante generale dell’Arma dei carabinieri Giovanni Nistri e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Dopo una lunga e complessa operazione per asportare il proiettile conficcato vicino all’aorta e in seguito al processo di recupero, Pasquale ha indossato di nuovo quella divisa, simbolo di ciò in cui non ha mai smesso di credere – informa il suo legale, l’avvocato del foro di Viterbo Simone Negro –, neppure quando ha visto cadere davanti ai suoi occhi un proprio collega e amico e neppure quando è rimasto gravemente ferito dai colpi esplosi dal pregiudicato Giuseppe Papantuono”.
Casertano si costituirà parte civile contro Papantuono. “Soprattutto – continua il legale – è in procinto di conseguire il riconoscimento dello status di ‘vittima di azioni criminose’, che richiede un complesso iter procedimentale: Casertano otterrà i benefici previsti dalla legge 388/2000 a coloro i quali subiscono lesioni in conseguenza di eventi connessi alle proprie funzioni di istituto nonché di particolari condizioni operative ed ambientali. Inoltre, è in attesa di ricevere la medaglia d’argento al valore civile“.
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