Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.
Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.
Le acque termali, minerali e per uso geotermico sono disciplinate da leggi speciali.
Queste sono le basi sulle quali vogliamo fermarci.
L’acqua risorsa pubblica ribadita da un referendum del 2011 sul quale si sono democraticamente espressi 27 milioni di cittadini e che ad oggi ancora non è stata attuata per la maggior parte del territorio italiano disattendendo la volontà popolare e una legge dello stato ed è triste sapere che viviamo in una nazione dove si ha una dispersione delle acque pari al 50% al sud e il 15% della popolazione è priva di rete fognaria e quelle in uso sono obsolete.
Nello specifico spiace dover ancora evidenziare la gestione disastrosa Talete di una società che ha accumulato talmente tanti debiti da arrivare ad una situazione fallimentare e non contenti si parla di assunzioni senza procedure dovute da una società partecipata, con una amministrazione molto carente colma di disservizi agli utenti soprattutto verso i più deboli, dove assistiamo a spedizioni di bollette inappropriate, con una potabilità e depurazione acque ancora inesistente e pericolosa per la salute pubblica, oggi leggiamo che sta spendendo migliaia di euro per un software senza comprenderne i motivi.
La sospensione applicata dal Tar del Lazio ci fa comprendere la gravità della situazione bene hanno fatto i comuni procedenti.
L’assenza e ignavia di una Regione completamente indolente ormai da anni, nonostante sia stata l’unica a deliberare una normativa L.R. 5/2014, viene ignorata e non si decidono ad applicarla nonostante le richieste e le dure e giuste prese di posizioni di comuni associazioni e comitati.
Art 1 sarà promotore affinché venga rispettata questa L.R. 5/2014 e mai si possa poter tornare sulla discussione del commercio sull’acqua bene di primaria importanza.
Coordinamento provinciale Viterbo Art1
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