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Onano - Carabinieri forestali - Su richiesta della procura - In località Banditella - Indagato l'amministratore

Duemila tonnellate di rifiuti non trattati, sequestrato impianto

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Onano - Carabinieri forestali - Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano – Carabinieri forestali – Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano - Carabinieri forestali - Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano – Carabinieri forestali – Sequestro impianto trattamento rifiuti

 
I carabinieri forestali sul posto

I carabinieri forestali sul posto

Onano - Carabinieri forestali - Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano – Carabinieri forestali – Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano - Carabinieri forestali - Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano – Carabinieri forestali – Sequestro impianto trattamento rifiuti

Onano – Sequestro preventivo di un impianto adibito al trattamento di rifiuti.

Oggi uomini del nucleo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale del gruppo carabinieri forestali di Viterbo hanno eseguito il sequestro preventivo di un impianto adibito al trattamento di rifiuti, prevalentemente imballaggi, nel comune di Onano, in località Banditella.

“Le indagini – come riporta una nota del procuratore capo Paolo Auriemma – effettuate dalla polizia giudiziaria e dirette dalla procura della repubblica di Viterbo, si sono articolate in una prolungata attività di monitoraggio, in servizi di osservazione, in acquisizioni documentali e dichiarative”.

Al termine, su richiesta della procura,  il giudice per le indagini preliminari di Viterbo ha emesso il decreto di sequestro preventivo dell’impianto: “Per interrompere un’attività illecita di gestione di rifiuti – prosegue la nota della procura – (perlopiù plastica) portata avanti inizialmente in assenza di autorizzazione (in quanto sospesa) e successivamente in violazione delle prescrizioni imposte dall’autorizzazione rilasciata.

Secondo le stime, ad oggi, si troverebbe nel centro un quantitativo non inferiore a duemila tonnellate di rifiuti, provenienti da varie regioni di Italia, accumulati nel tempo senza alcuna attività di trattamento. Sono in corso verifiche finalizzate ad accertare la natura di tali rifiuti, indicati come non pericolosi nella documentazione identificativa.

Risulta indagato l’amministratore della società che gestisce il centro di trattamento”.


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20 novembre, 2019

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