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Viterbo - Comune - Ma è una provocazione - In comune l'incontro sulla movida - Il sindaco si sente vicino agli studenti universitari, ma precisa: "Vanno ascoltate le necessità di residenti e strutture ricettive"

Arena: “Fosse per me in centro locali aperti 24 ore…”

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Viterbo - Comune - L'incontro con gli studenti universitari

Viterbo – Comune – L’incontro con gli studenti universitari

Viterbo - Comune - L'incontro con gli studenti universitari

Viterbo – Comune – L’incontro con gli studenti universitari

Matteo D'angelo

Matteo D’angelo

Simone Bruno

Simone Bruno

Claudia Capasso

Claudia Capasso

Giacomo Maria Di Vito

Giacomo Maria Di Vito

Viterbo - Comune - L'incontro con gli studenti universitari

Viterbo – Comune – L’incontro con gli studenti universitari

Viterbo – (g.f.) – “Locali pubblici, disponibili a rivedere gli orari di chiusura”. Movida in centro, l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Mancini lo aveva già spiegato e stamani lo ha ribadito di fronte ai responsabili agli studenti universitari.

E il sindaco esordisce con una provocazione: “Locali in centro fosse per me aperti 24 ore su 24”. Si sente vicino ai ragazzi: “Ma vanno ascoltate le esigenze di tutti”.

I rappresentanti delle associazioni, che non più tardi di decina di giorni fa avevano duramente attaccato l’amministrazione comunale sulla limitazione degli orari nelle attività in centro. “Ha avuto un fortissimo impatto negativo”, riportava la nota sul protocollo che limita gli orari. Con una chiusura netta: “Viterbo non è una città universitaria”.

A distanza di una decina di giorni, il capoluogo resta una città non universitaria, ma cambia l’atteggiamento degli studenti.

Quella presa di posizione, per Matteo D’Angelo voleva essere una sferzata verso l’amministrazione che successivamente li ha ascoltati e adesso vuole fare proprie le loro richieste.

“Questo vuole essere un nuovo inizio – spiega Matteo D’Angelo di Univercity – ricominciare a lavorare insieme. Finora il lavoro è stato fallace e deficitario”.

I ragazzi nel frattempo si sono organizzati e le varie sigle, Ausf, Ases, Universo Giovani e Univercity Viterbo riunendosi in “Muoviti centro”. Un nome, un programma.

La disponibilità dell’amministrazione a ridiscutere, eventualmente, degli orari era nota. Una verifica sui provvedimenti, a inizio dicembre era già in programma. Ci saranno anche gli studenti.

“Le loro idee – osserva l’assessora Mancini – le avevamo già portate al tavolo. Diventano fondamentali, abbiamo compreso che esistono necessità diverse ed è opportuno che il tavolo sul centro storico sia aperto e sono certa che porterà frutti”.

L’amministrazione non è la prima volta che si vede con gli studenti. “Avevo già avuto due incontri con loro – continua Mancini – alcune loro istanze fanno parte del protocollo e nei primo giorni di dicembre ci sarà il monitoraggio previsto”.

Da quando il protocollo che ha ridefinito gli orari di chiusura in centro è stato varato, qualcosa è cambiato. Se ne è accorto Matteo Achilli, consigliere comunale FI.

“Occorre far convivere chi vive, lavora o ha un’attività in centro. Comune e università si parlano, su quello che possiamo fare per la nostra città”.

I ragazzi, da Emi Bianchi (Ases) a Matteo D’angelo (University), Simone Bruno (Universo Giovani), Giacomo Maria Di Vito (presidente consulta studenti), Claudia Capasso (Univercity) a Simone Massaro (Ausf) si dicono soddisfatti dell’apertura del palazzo ad ascoltare le loro voci.

Mentre il sindaco Giovanni Arena con gli studenti si trova particolarmente a suo agio. Arrivando annuncia: “Locali aperti 24 ore, ma occorre ascoltare le esigenze di tutti”.

Ma sta scherzando. Anche il primo cittadino è stato studente. “Quando studiavo a Perugia – ricorda Arena – avevo gli stessi problemi, l’esigenza di fare qualcosa la sera. Va trovato il giusto equilibrio fra le diverse esigenze”.


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22 novembre, 2019

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