Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Kyanos presenta “Violenza di genere: denuncia degli stereotipi, storie di violenza ma, anche e soprattutto, storie di ribellione”.
Il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stata istituita dall’assemblea generale delle Nazioni unite nel 1999. Da allora, è stato il movimento delle donne a fare in modo che non fosse solo un rituale.
Le donne e le attiviste dell’associazione Kyanos credono che debbano essere anche gli uomini a dire pubblicamente, sulle piazze, che quella violenza “li riguarda”, in quanto parla di una storia, di una cultura, di un modello di civiltà che ha visto il dominio di un sesso sull’altro, nel privato come nel pubblico, in forme invisibili e manifeste, e su quello modellarsi tutte le forme di sfruttamento e di oppressione che conosciamo.
Kyanos domani sarà tra la gente, tra gli studenti, tra le istituzioni, per dar voce, attraverso video, immagini, narrazioni e dati, a un fenomeno che sta assumendo dimensioni sconcertanti: una donna uccisa ogni 3 giorni, nell’82% dei casi il carnefice ha le chiavi di casa mentre nel 60% dei casi è l’ex partner.
Nel 2018 il 34% delle vittime di omicidio è donna.
Un ulteriore dato allarmante riguarda il fenomeno della violenza di genere negli adolescenti: una ragazza su 20 è stata aggredita dal fidanzato, una ragazza su 10 ha paura del proprio fidanzato, 3 ragazze su 50 si sentono incastrate nella loro relazione, una ragazza su 5 ha subito scenate per come era vestita. In 3 casi su 4 la ragazza decide di perdonare questi comportamenti. Dati che fanno riflettere sull’urgenza, per tutti gli operatori del settore, di intervenire con una logica di prevenzione soprattutto sulla sfera dell’educazione emotiva.
La giornata di domani vedrà l’associazione Kyanos impegnata in una serie di eventi nei quali, in maniera trasversale, si affronterà il fenomeno della violenza di genere. Dopo un lungo percorso di ricerca, le donne Kyanos, partendo dalla concezione che le immagini rappresentino un linguaggio universale, hanno scelto di allestire una mostra fotografica dedicata a tutte le donne vittime di violenza e ai loro figli, troppo spesso considerati vittime secondarie, e per farlo hanno scelto le foto di Elisa Bianchini e Joel Ayeboua e la proiezione del video con le immagini di Daniele Camilli.
Il nostro progetto fotografico si caratterizza come denuncia degli stereotipi, storie di violenza ma, anche e soprattutto storie di ribellione.
Un incontro polimaterico, il nostro, concepito per lavorare sulla percezione della violenza di genere: riflettere, contrastare direttamente e indirettamente il sistema di stereotipi che gira intorno al fenomeno della violenza, utilizzando un linguaggio comune come quello delle immagini.
L’appuntamento è per domani mattina alle 10,30 a Vitorchiano in largo Guglielmi con la nostra mostra e un laboratorio didattico con gli studenti delle terze medie dal titolo “Pregiudizi e stereotipi… Quanto ne sappiamo?”. E poi alle 15,30 nella sala regia del comune di Viterbo dove, accompagnati da Mariapia Guidi alla lettura di alcuni monologhi del poeta Stefano Raimondi, sarà inaugurata la mostra e raccontato come è nata, cosa rappresenta, dove ci vuole condurre, insieme, in rete, terzo settore ed istituzioni.
Grazie a chi ha scelto di esserci, in un modo o nell’altro, da vicino o da lontano.
Marta Nori
Presidente aps Kyanos
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