Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo avuto modo di leggere i dati elaborati dal ministero del Lavoro Tedesco e siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che, a partire dall’anno 2030, anche i pensionati tedeschi dovranno cavarsela con una somma pari a circa 700 euro al mese, il che costringerà i pensionati a chiedere il sussidio di povertà.
E questa situazione riguarderà tutti quelli che attualmente percepiscono un redditi di circa 2500 euro.
Ma allora in Italia cosa potrà succedere?
Già oggi le pensioni di una larga parte della popolazione si aggirano su una somma inferiore a 700 euro mensili (e non abbiamo un sussidio statale di povertà) e, se parliamo di redditi, 2500 euro mensili sono un lontano, lontanissimo miraggio – almeno per la maggioranza dei lavoratori dipendenti.
La riforma Fornero ha evidenziato quello che sarà il futuro dei lavoratori: cadere nella trappola della povertà una volta andati in pensione. Una volta andati in pensione.
Il passaggio ad un sistema esclusivamente contributivo ha un effetto distruttivo sul calcolo della misura della pensione. Per avere una pensione almeno dignitosa il lavoratore dovrebbe aver versato nell’intera vita lavorativa almeno 400mila euro di contributi. Una cifra stratosferica rispetto alla media delle retribuzioni in essere.
Abbiamo l’impressione che sia tutta una manovra per spingere i lavoratori verso i cosiddetti fondi aziendali ovvero verso i fondi pensionistici individuali.
E che i lavoratori debbono ancora finanziare le grandi società di assicurazione o altro?
Franco Palumbo
Segretario provinciale Uil pensionati
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