Viterbo – E uscirono le ‘Sardine’. Ho ascoltato con attenzione l’intervista fatta giorni fa nel programma ‘Piazza Pulita’ ai tre giovani italiani Mattia, Lorenzo e Joy, poi l’ho riascoltata.
Ho collocato le loro osservazioni educate e pacate e i loro desideri, per troppo tempo ‘inscatolati’ forse per timore o incertezza di venire fuori, le ho messe accanto ai tanti sproloqui pseudopolitici (così a me sembrano) che ascoltiamo annoiati ogni momento e… si, era ora che si aprissero le ‘scatole’ dell’anonimato effervescente messo da parte e venisse fuori, finalmente, questo desiderio di rispetto, di rabbia civile nonviolenta, senza linguaggio offensivo uniti al piacere umano di stare insieme pur nella diversità come foglie dello stesso albero, senza esclusioni falsamente motivate dal ‘prima noi e poi gli altri’ dove gli ‘altri’ (di qualsiasi tipo vengano classificati) restano sempre ‘altri’, senza mai diventare ‘Noi-Insieme-Comunità’.
Queste ‘sardine’ se riusciranno a non farsi ingoiare dai pescecani affamati e sempre all’agguato, potrebbero iniziare un ‘cammino’ (forse già iniziato) pieno di sapori e di gusti nuovi.
Se manterranno la loro spontaneità rispettosa di questi inizi potrebbero dare vita a qualcosa che avrà i colori delle speranze pulite di tanti. Ci sarà chi tenterà di saltare sul treno di questi giovani e di accaparrarsene la guida. Verranno fuori altri gruppi forse non più spontanei ma teleguidati.
Sorgerà la tentazione di scontrarsi e polemizzare. Arriverà il momento dell’annacquamento o dell’adattamento alla realtà delle cose… Se il numero di questi giovani (e non è più solo un fenomeno locale o nazionale) aumenterà nelle piazze e nei social (la loro piazza virtuale che sanno gestire bene) potrà forse perdere il suo desiderio ‘a-politico e a-partitico’.
Ma un movimento del genere non potrà non essere ‘politico’ almeno nella sua accezione più corretta. Verrà la tentazione di inquadrarsi. Gli inviti a entrare in cornici preesistenti non sono imprevedibili e forse già si stanno preparando. Magari c’è già chi pensa a come ostacolarli o a inquinarli.
Non è la prima volta nella storia che visioni piene di speranze poi vengano attraverso il processo di organizzazione a cadere nella istituzione dove lo spirito iniziale si annacqua e a volte troppo. Non mi fermo a ricordare nulla, ma questo annacquamento dello spirito nelle tenaglie della organizzazione è davanti a noi e dentro di noi.
Mi auguro che queste ‘sardine’ finalmente fuori dalle scatole negli scaffali del mercato affollino le piazze di Viterbo, con rispetto, allegria, linguaggio corretto… insomma ‘tranquilli’ e gridando con simpatia: ‘Ci siamo anche noi’.
Dovrebbero poter sussurrare ‘non siamo in svendita’. Potrebbe seminare, questa presenza viva, semi di spirito che emerge dal silenzio e dall’anonimato. Semi di rispetto per la natura e ogni essere vivente. Semi di accoglienza e promozione umana.
Semi di maggiore trasparenza e con un senso di ‘servire’ meglio espresso. Semi di dialogo con tutti senza imprecare e senza volgarità. Capaci di rispettare l’umano di cui tutti siamo impastati. Qualcuno commenterà che queste sono solo chiacchiere e fantasie.
Considerando l’alternativa che ci viene propinata da ogni angolo meglio dare il benvenuto a questa ‘Fantasia al Potere’. Male che vada ci ricorda che è ora di dare spazio ad altri orizzonti. E, come direbbe Eugenio Montale in una sua poesia: ‘…codesto solo oggi possiamo dirti: cosa non siamo, ciò che non vogliamo’.
Don Gianni Carparelli
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