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Orte - Lettere - Inviata anche una petizione con oltre 200 firme risposta.

Scuolabus, raddoppiate le tariffe

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Riceviamo e pubblichiamo – Dall’oggi al domani il Comune di Orte decide di raddoppiare il costo del servizio di scuolabus: da 105 a 210 euro l’anno.

Un comitato di cittadini raccoglie più di duecento firme e invia una petizione agli amministratori: si chiede che l’aumento non superi per lo meno il cinquanta per cento dell’importo dell’anno precedente. Ma il silenzio continua.

Su sollecitazione di alcuni firmatari, il Pd, partito di opposizione in consiglio comunale, prende lentamente coscienza (perché solo ora?) della situazione e presenta una interrogazione durante la seduta del 31 agosto scorso. Quale sarà l’effetto di questa interrogazione non è dato sapere; probabilmente nessuno. Vale la pena riflettere invece sull’atteggiamento degli amministratori.

A sentire loro si tratterebbe di misure ineluttabili, conseguenza immediata della riduzione dei trasferimenti dallo stato (si parla di trecentomila euro, nel caso di Orte). Se questo è indubbiamente vero è anche vero che i tagli ci sono stati per tutti i comuni. E allora andiamo a vedere cosa fanno alcuni comuni limitrofi.

Se c’è una situazione congiunturale difficile, il buon amministratore dovrebbe cercare di impostare una politica tributaria tale che l’effetto che ne deriva sia spalmato sul più ampio numero di cittadini per garantire una maggiore equità ed evitare di colpire solo una fetta della popolazione. Per non parlare del fatto che andare a raddoppiare, con un solo colpo, un servizio legato al fondamentale diritto allo studio connota senza dubbio la misura come fortemente odiosa e si risolve in una modalità di gestione della cosa pubblica molto poco civile.

Ma la cosa più grave è che a più di due settimane dall’invio della petizione né sindaco né assessore sembra abbiano avuto il tempo di leggerla e di dare una risposta (ricordiamo: ci sono duecento firme sotto quella petizione). Neanche una risposta politica sono stati in grado di dare, una di quelle risposte che dicono e non dicono, che blandiscono ma che almeno fanno capire che si è preso coscienza del problema, che magari è una misura temporanea, che l’aumento della tariffa sarà impiegato per migliorare il servizio e via dicendo. Certo sarebbe stato meglio ricevere una risposta seria che spiegasse il perché non si è potuto fare altrimenti senza far ricorso, in modo asinino, alla argomentazione più scontata di questi tempi: “colpa della spending review”.

Per non parlare delle voci (tutte da verificare) secondo le quali per il popolo della scuola sarebbe in arrivo un altro aumento spropositato: il costo del buono giornaliero della mensa. Anche in questo caso, immaginiamo, si adotterà il metodo del silenzio, della non informazione. Quando a metà ottobre inizierà il servizio di mensa forse si paleserà la batosta. Per una mensa, tra l’altro, di qualità molto bassa e, ancora una volta, con prezzi molto più alti che in altri comuni.

Conclusione. Orte, con i suoi amministratori, si conferma essere una anomalia. L’incapacità di questi amministratori di ascoltare la voce dei cittadini (che non siano espressione di una qualche lobby di interessi economici) è la dimostrazione più lampante della loro totale inadeguatezza.

Luca Agneni


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13 settembre, 2012

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