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Cronaca - Federica Miralli (Ens Viterbo) replica all'assessore Paolo Bianchini

“L’assistenza ai sordi è di competenza della Provincia”

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Federica Miralli, presidente provinciale Ens

Federica Miralli, presidente provinciale Ens

Riceviamo e pubblichiamo – Voglio rispondere in modo chiarificatorio all’assessore alle Politiche sociali Paolo Bianchini.

Premetto che la mia lettera aperta al ministro Profumo non era una dichiarazione di guerra alla Provincia di Viterbo ma era un modo per sollevare le coscienze sul tema dell’assistente alla comunicazione il cui l’obiettivo mira all’integrazione scolastica per tutti gli studenti sordi.

Lo ha detto, in risposta alle dichiarazioni dei giorni scorsi dell’assessore provinciale Paolo Bianchini.

L’anno scolastico è iniziato ed io, in qualità di presidente dell’Ens sezione provinciale di Viterbo ho l’obbligo morale di tutelare e rispondere a questi alunni i quali chiedono che sia riconosciuto un loro diritto, a prescindere dal grado scolastico frequentato.

L’assessore cita la legge regionale 14/1999 io specifico che proprio la legge 14/99 articolo 150 conferma che le funzioni e i compiti amministrativi concernenti l’assistenza agli alunni sordi sono di competenza delle Province.

Per il resto ringrazio comunque Bianchini e il suo staff per la sensibilità e collaborazione che ci hanno sempre mostrato, ma purtroppo io devo guardare anche cosa manca ancora da fare e cioè qualcosa di concreto per l’integrazione scolastica per tutti gli alunni sordi.

Federica Miralli
Presidente dell’ente nazionale sordi sezione provinciale di Viterbo


Riceviamo e pubblichiamo – Solidarietà alla presidente Federica Miralli e massimo sostegno all’Ens.

Sono veramente amareggiata da quanto ho letto. Adesso mi chiedo cosa devo fare? Veramente non ho più idee su come ottenere l’assistente alla comunicazione. Ma è possibile che soltanto nella nostra provincia devono esistere queste situazioni?

Perché mio figlio deve essere considerato di serie B? Perché la Provincia deve ledere un suo diritto? Con quale cognizione di causa? Non si può giustificare tutto dicendo che non ci sono fondi. Hanno forse deciso che non vale la pena investire sul futuro di un bambino sordo?

Tutti noi come nucleo famigliare investiamo tanto, forse tutto su nostro figlio, ci crediamo, come crediamo nell’altra figlia udente e di certo non sarà la Provincia di Viterbo a fermarci!”.

Daniela Sardi
Madre di un bambino sordo


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13 settembre, 2012

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