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Oriolo Romano – Al via la nona “Sagra del fungo porcino”

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Sagra fungo porcino a Oriolo Romano

– Il fungo porcino, primo messaggero dell’autunno, è il protagonista della sagra che si tiene annualmente a Oriolo Romano.

Nella incantevole cornice di piazza Umberto I, all’ombra di Palazzo Altieri, prende il via da venerdì 14 a domenica 23 settembre, nei due fine settimana, la nona edizione della “Sagra del fungo porcino di Oriolo Romano” organizzata dalla A in collaborazione con il Comune, la pro loco e circa 100 volontari.

Il profumo del “cibo degli dei” inebrierà tutti i visitatori della grande festa, che anche quest’anno sarà “Ecocompatibile”: le stoviglierie infatti, saranno biodegradabili e compostabili, offrendo in questo modo un contributo all’ambiente. Sarà sufficiente separare bottiglie in vetro, in plastica e lattine, per garantire la raccolta differenziata al 100%.

Il Comune di Oriolo Romano, infatti, è risultato eletto da Legambiente “Comune Riciclone 2012” per la raccolta differenziata dove ha riciclato il 78 % sul totale dei rifiuti raccolti piazzandosi primo in assoluto per l’area del centro Italia, in questo modo, l’associazione culturale Oriolo Romano, intende dare il proprio contributo all’ambiente, grazie anche al supporto della Ecozema, produttore delle stoviglierie e della Minimo impatto Spa, distributore locale.

La consueta cortesia e ospitalità del paese e degli organizzatori della Sagra, sarà integrata dalla compagnia domenicale di poeti a braccio e  stornellatori, e nelle altre giornate, banda musicale, giochi per bambini e tutte le sere musica da ballo.

Protagonista del menu non poteva che essere lui, il fungo porcino in tutte le sue declinazioni: per cominciare, bruschetta alla crema di porcini, poi le classiche fettuccine, spezzatino o arista ai funghi, porcini fritti, la zuppa ai funghi porcini e fagioli e persino il pane impastato con questa prelibatezza che regala la terra.

L’antico borgo, sorto nel 1562, è a metà strada tra la capitale e il capoluogo della Tuscia. Le origini del paese sono incise sulla facciata del palazzo Santa Croce, detto oggi palazzo Altieri: “Giorgio Santa Croce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell’anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di San Giorgio (1570), edificò questo palazzo”.

Poiché i coloni provenivano dalla toscana e dall’Umbria, troviamo tracce di quelle radici nelle inflessioni dialettali e nelle abitudini culinarie.

Al centro della piazza, sempre che non sia troppo coperta dalle bancarelle, la Fontana delle Picche, realizzata su disegno del maestro Jacopo Barozzi da Vignola. Nelle vie principali del centro un mercatino di prodotti tipici del territorio a base di fungo porcino e non solo

Interessante la Mola del biscione, un antico mulino costruito da Giorgio Santacroce, il fondatore di Oriolo. Oggi ne sono rimaste, e sono quindi visibili, solo le antiche mura e i canali che trasportavano l’acqua verso il fiume Mignone.

Per chi preferisce un’immersione nel verde se non è troppo caldo si possono fare due passi a Le Olmate, un insieme di viali alberati che uniscono il paese a Montevirginio, una frazione del vicino e altrettanto ridente Canale Monterano.

Oppure un’iniezione di natura nella Faggeta, un bosco di faggi davvero stupendo che fa parte del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano

Termometro del gradimento è il successo sempre crescente della sagra, legato anche alla proposta di prodotti naturali espressione del territorio.


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14 settembre, 2012

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