– Un week end d’amore che non c’è mai stato. Ricevute gonfiate a un ristorante di Capodimonte. Pagamenti di poche migliaia di euro che rasentano il centinaio.
Ecco dove, secondo il quotidiano La Repubblica, sarebbero contraffatte le fatture allegate al dossier su Francesco Battistoni, attuale capogruppo regionale del Pdl.
A diffonderlo sarebbe stato il suo predecessore Franco Fiorito, finito sotto inchiesta per peculato, dopo la scoperta di prelievi di denaro sospetti dai conti del partito.
Gli avvocati di Battistoni, Pierfrancesco Bruno ed Enrico Valentini, avevano già annunciato venerdì sera, con una nota ai giornali, che quelle fatture erano un falso. Oggi Repubblica spiega nel dettaglio quali sarebbero i passaggi “taroccati”. Primo tra tutti, il week end dell’ottobre 2010 a Torino per partecipare al Salone del Gusto. Nel dossier di Fiorito si parla di una camera doppia inclusa colazione per Battistoni e la sua segretaria Erica Antonelli, forse per insinuare una relazione tra i due. Ma i legali del capogruppo smontano il tutto su Repubblica: “Il voucher della Gialtur di Roma, in via Giulio Cesare, racconta di un soggiorno in quell’hotel ma con due camere doppie uso singola inclusa colazione”.
Tra l’altro, come spiega il quotidiano, quel viaggio fu annullato pagando una penale di 400 euro. “Soldi spesi che, però – continua Repubblica – oggi proverebbero la manipolazione delle carte”.
E ancora: i pagamenti alle associazioni Lazzaroni e Majakovsky. 9mila euro per la realizzazione di un sito web e di una newsletter trasformati in 70mila euro, come si legge sempre su Repubblica.
Così come forzosamente pompate risulterebbero le cene in un ristorante di Capodimonte, che può ospitare al massimo 40 coperti, diventati, però, 120 nell’occasione di una cena organizzata da Battistoni.
Tutte incongruenze che, per gli avvocati del capogruppo, non lasciano spazio a dubbi: la manipolazione c’è stata, scrive Repubblica parafrasando i legali, ed è a opera di Fiorito.
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