Viterbo – “Talete, aumento del 2% sulle bollette solo con un progetto solido e credibile”.
E’ quanto afferma Giovanni Arena in vista dell’assemblea dell’Ato, in calendario per martedì 10 dicembre, quando lui e gli altri sindaci soci della partecipata che gestisce il servizio idrico in gran parte della Tuscia, incontreranno i vertici dell’azienda per provare a trovare un’intesa.
“Le tariffe per il comune di Viterbo le abbiamo già approvate faticosamente in consiglio – ricorda il primo cittadino – arrivando al 7% con i mal di pancia di tutti. Lo abbiamo fatto perché era indispensabile affinché l’Arera concedesse il mutuo in sospeso da mesi e mesi, salvo poi scoprire che non è bastato nemmeno questo”.
L’Arera (autorità di regolazione per energia reti e ambiente), infatti, ha poi richiesto altre tre condizioni a Talete: il versamento da parte degli utenti del deposito cauzionale, il conguaglio dei consumi e l’applicazione dell’aumento tariffario. Una serie di “voci” che sommate una sull’altra hanno fatto lievitare le bollette di parecchio.
“Sappiamo che le ultime esose bollette che sono arrivate ai consumatori dipendono da queste tre richieste di Arera a Talete – sottolinea Giovanni Arena -, ma è pur vero che l’impatto è forte quando una famiglia che di media spendeva 100 euro a trimestre si è vista arrivare mille euro di bolletta. Sarebbe stato meglio farlo in maniera diluita, ma Arera pretendeva tutto subito e quindi così è stato fatto”.
Ora, comunque, tutto andrà di nuovo discusso e affrontato all’assemblea dell’Ato.
“Io punto ad evitare aumenti – precisa Arena -, ma se passando dal 7% al 9%, quindi con un rialzo di soli due punti percentuali, ci vengono date garanzie ben precise in merito al futuro di Talete e a un progetto credibile globale allora possiamo anche scendere a compromessi”.
Arena, poi, è pronto a confrontarsi con gli altri sindaci coinvolti per cercare una linea condivisa.
“I problemi in seno a Talete sono tanti – aggiunge – c’è chi sta in una condizione simile a quella di Viterbo, ci sono i commissariati che hanno preso la strada del ricorso al Tar. La situazione è complessa e va affrontata nel migliore dei modi. Una cosa è certa: non è più possibile scaricare solo sulle amministrazioni comunali gli aumenti delle tariffe. Ognuno si prenda le proprie responsabilità”.
Francesca Buzzi
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