Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono anni che la nostra associazione cerca di essere sempre in prima linea per individuare strumenti di ausilio all’accesso al credito per le imprese. Nonostante lo sforzo sia immenso, i risultati non sempre sono incoraggianti.
Sicuramente nel nostro passato, con gli istituti privati supportati da presenza pubblica, esistevano capacità che li rendevano di ausilio mutualistico assai più efficiente, non come ora che sono limitati da regole inadatte, specialmente se basate su culture di capitalismo familiare di tendenza latina e non anglosassone.
Così dicendo, nel nostro paese e nei paesi di aerea continentale, gli istituti di credito non possono essere supportati da aiuti di Stato, questa è la regola. In questi giorni però non ci sembra che la stessa ricetta sia stata attuata in tutta Europa, la stessa Europa che cerca sempre di usare due pesi e due misure.
La banca tedesca Norddeutsche – Nord Lb è stata salvata con soldi pubblici, 3,6 miliardi di euro da parte del Tesoro tedesco. Non ci sembra che lo stesso trattamento sia stato riservato alle nostre banche primarie, Mps docet. Ci fu impedito fin da subito di entrare in merito con aiuti di Stato e fummo messi sotto microscopio per ogni eventuale mossa che avessimo messo in campo, anche con altri istituti finanziari.
Il gioco che è stato fatto dai nostri amici del Nord Europa verte sui crediti deteriorati. A loro è stata consentita una scappatoia, mentre a noi la preclusero. La commissione Ue e la commissaria Margrethe Vestager hanno benedetto l’operazione, ma tutto ciò grida vendetta.
Chi gestì allora l’operazione Mps si è scoperto essere un lillipuziano rispetto alla cancelliera tedesca, che ha adottato un “peso” maggiore dell’allora nostro “leggero” primo ministro, capace solo di fermare investimenti in economia, specialmente nell’edilizia, con tassazioni estreme per recuperare liquidità. Quest’ultima sarebbe stata una ricetta attuabile anche dal più inadatto e incapace politico, senza andare a scomodare professoroni di prestigiosi atenei.
Tale operazione provoca ancor oggi, insieme alle tasse inadatte sulla nautica, un fermo che ha creato licenziamenti, chiusura attività, suicidi di imprenditori, stop all’economia, chiusura di negozi, limitazione di flussi economici all’interno delle famiglie, aumento delle imposizioni fiscali, delocalizzazione di industrie con cessazione di attività che gravitavano con i loro servizi intorno alle maggiori imprese.
Insomma, questa grande ricetta adottata, parafrasando un noto politico del secolo scorso, sarebbe come cercare di alzarsi in alto ponendosi in piedi all’interno di un secchio tirandosi su per il manico.
Spero che di fronte a questi nuovi fatti, la nostra associazione faccia sentire ancora una volta la sua voce, crei un nuovo modo per accedere al credito che non sia limitato esclusivamente alla sola Basilea. Faccia sentire la sua voce, in modo che di fronte ai continui strappi alle regole di altre nazioni, non si debba essere solo noi limitati all’interno.
Si dovranno, pertanto, adottare nuove forme di intervento su economie che sono stagnanti da anni per impossibilità di accedere a nuove risorse. Il capitale immobiliare deve tornare di nuovo forma gradita di una garanzia che non si basi solo ed esclusivamente sui bilanci e sui flussi il merito creditizio, poiché vediamo che su livelli assai più elevati tali regole, non vengono adottate nemmeno dagli stessi paesi che le hanno pronunciate. Gli eventi delle ultime ore ne sono da conferma.
Ora si richiederebbe anche ai nostri rappresentanti politici che si adotti il salvataggio della nostra banca Mps come lo hanno fatti altri prima di noi, usando le stesse tipologie di intervento. Ogni tanto non sarebbe male che coloro che sono seduti nelle posizioni di massima rappresentanza, specialmente in Europa, ricordassero che dare dimostrazione di essere vivi è poco più che il semplice atto di respirare.
Stefano Signori
Presidente Confartigianato Viterbo
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