Viterbo – Sentenze esecutive e debiti fuori bilancio, la buccia di banana su cui rischia di scivolare l’amministrazione comunale di Viterbo. “E non sono 500 mila euro come abbiamo detto l’altra volta – ha spiegato il consigliere comunale Alvaro Ricci – ma almeno un milione. Tuttavia non abbiamo ancora il quadro generale, che invece servirebbe sapere. Serve assolutamente una ricognizione generale”.
Ieri mattina, a palazzo dei Priori, in seconda commissione, un paio di sentenze esecutive, quindi debiti fuori bilancio, hanno fatto di nuovo capolino in aula. Per la seconda volta. La prima, una settimana fa quando s’è discusso, sempre in seconda commissione, di due cause con altrettanti cittadini perse dal comune. Sentenze esecutive, quindi appellabili. Non definitive.
Le sentenze riguardano un uomo e una donna. Il primo, scendendo dalla macchina e a causa della pavimentazione sconnessa, si è fatto male a un piede. Questo il 7 gennaio 2013. Il risarcimento dovuto è di 16 mila euro. La seconda è invece caduta all’interno del cimitero San Lazzaro. Il 5 marzo 2014. Risarcimento, 12 mila euro.
Una settimana fa la questione era stata rimandata al dirigente del settore competente, Eleonora Magnanimi. Una settimana dopo è tornata in commissione. Con decisione finale, presa all’unanimità, di trasmettere tutto al prossimo consiglio comunale dove verrà presa una posizione definitiva.
Ieri l’attenzione è stata tutta per la relazione mandata in commissione dalla dirigente Magnanimi. Lo snodo è un passaggio del documento, evidenziato anche in grassetto. “L’interpretazione logica e sistematica delle norme – scrive infatti Eleonora Magnanimi – impone, pertanto, di distinguere i debiti in argomento, ‘consentendo di affermare che per essi il riconoscimento da parte del consiglio comunale svolge una mera funzione ricognitiva, di presa d’atto finalizzata al mantenimento degli equilibri di bilancio'”.
Due le interpretazioni. La prima è dell’assessore Paolo Barbieri. La seconda del consigliere Alvaro Ricci. Per Barbieri si “tratta di una presa d’atto”. Per Ricci invece “prima di decidere sul da farsi è necessaria, come dice la relazione, una ricognizione dei debiti derivanti dalle sentenze esecutive. Perché soltanto il quadro generale ci può far capire quante sono le sentenze che impongono al comune di pagare e se la somma complessiva incide o no sugli equilibri di bilancio. E salvaguardare gli equilibri di bilancio non è una presa d’atto, ma un atto importante”.
“Allo stato attuale – prosegue Ricci – sappiamo solo che ci sono un paio di sentenze da 400 mila euro ciascuna che riguardano opere di urbanizzazione e una da 400 mila per un contenzioso con Ater in merito alla cessione delle aree a campo della fiera alla Quercia”.
A dar man forte a Ricci anche la consigliera Luisa Ciambella. “Se fosse una presa d’atto – ha evidenziato – il dirigente potrebbe provvedere con una semplice determina e non ci sarebbe bisogno di portare la questione in commissione o in consiglio. Il rischio è invece che approviamo il pagamento di quanto sta scritto nelle due sentenze poi la corte dei conti si fa viva. Sarebbe invece opportuno ragionare bene la cosa”.
Stesso parere anche per i consiglieri Paolo Bianchini e Gianmaria Santucci. “Neanche a me sembra una presa d’atto – ha dichiarato Bianchini – Il sistema va chiarito. Il punto va messo all’ordine del giorno del Consiglio, per discuterlo. Con il dirigente presente. Questa volta la relazione da sola non basta”.
Daniele Camilli
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