Roma – Circa un mese fa la Cassazione aveva ribaltato la sentenza d’appello sull’associazione guidata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi affermando che non si trattava di mafia.
In secondo grado Buzzi era stato condannato a 18 anni e 4 mesi, mentre a Carminati era stato revocato il carcere duro. Oggi la corte d’appello, dopo cinque anni di carcere, ha deciso che Buzzi possa andare ai domiciliari.
La corte di Appello di Roma ha scritto le motivazioni della decisione: “Ritenuto che il lungo periodo di custodia inframuraria consente di poter ragionevolmente di ritenere in qualche misura attenuate le originarie esigenze cautelari, stante l’intervento ridimensionamento di taluni profili di particolare gravità delle originarie contestazioni, fermo restandone comunque l’intrinseco disvalore notevolmente elevato dei fatti; ritenuto che in tale situazione può ritenersi adeguata la meno gravosa misura degli arresti domiciliari presso la residenza familiare in Roma”.
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