Viterbo – “Conte all’inizio sembrava un po’ un prestanome, una testa di legno…”. Esordisce così Federico Palmaroli, autore delle vignette di satira politica “Le più belle frasi di Osho”. Ieri sera è stato ospite alla conferenza stampa di fine anno di Federlazio Viterbo. L’appuntamento all’Hotel Salus Terme.
Le sue massime in dialetto romanesco hanno intrattenuto i partecipanti. Palmaroli ha dato vita a una breve rassegna in satira romanesca dell’ultimo anno di politica. Ma non solo. Nel suo mirino sono finiti Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Ma anche papa Francesco, Carola Rackete e Greta Thunberg.
“Giuseppe Conte ha avuto un’evoluzione strepitosa – ha affermato Palmaroli – . All’inizio sembrava un prestanome, un po’ una testa di legno. Quando fece il suo primo viaggio negli Stati uniti non fu neanche tendenza su Twitter”.
Questa l’introduzione di Palmaroli alla vignetta allusiva al mistero del curriculum di Giuseppe Conte dove figuravano titoli e voci non completamente riscontrabili nella realtà. “Dato che c’era stata la polemica sul suo curriculum e i titoli inventati – ha aggiunto Palmaroli – sembrava si dovesse certificare il fatto che fosse stato negli Stati Uniti e quindi nella vignetta è scritto: ‘Si certifica che Giuseppe Conte in data 30/7/2018 ha svolto attività politica presso la Casa Bianca”.
Le frasi di Osho in romanesco non risparmiano nessuno. Tra sarcasmo e ironia graffiante hanno rubato più di una risata in sala. Palmaroli ha passato in rassegna diverse vignette.
Tra le vignette una sulla Manovra e i tanti vertici che si sono susseguiti a palazzo Chigi. Qui a essere preoccupata è la moglie di Giovanni Tria. E’ sospettosa sui reali impegni serali del marito. Nella vignetta Tria è accanto a Conte in riunione, riceve la telefonata della moglie e ripete quello che lei le chiede al telefono: “Ma che vor dì ‘sta manovra secondo me è una bionda con la quinta di reggiseno?'”.
Tra le più divertenti raffigurazioni anche quelle che raccontano la storia tra Salvini e Di Maio. Il leader della Lega nella crisi estiva, quando ancora il governo era gialloverde, cerca di recuperare lo strappo con il leader del M5s. Di Maio nella vignetta dice: “Guarda che sei te che volevi staccà la spina”. E Salvini risponde: “Ma stavo al terzo mojito”. Un Salvini disperato quello di Palmaroli. Il leader della Lega arriva addirittura a cercare il suo alleato tramite il programma ‘C’è posta per te’.
E poi c’è Greta Thunberg che per via della crisi climatica ha solo una preoccupazione: “Qui ‘n se sa più come vestisse”.
L’intervento di Palmaroli ha intrattenuto la sala per un’ora. Prima però ospite della conferenza stampa è stato il sottosegretario allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella. L’intervento del sottosegretario ha dato il via a un momento di confronto su una serie di tematiche legate all’economia e in particolare alle azioni di governo nei confronti della piccola e media impresa.
“Questa manovra ha due punti centrali – ha spiegato il sottosegretario –. Uno che guarda alle imprese tradizionali e agli investimenti più tradizionali. Poi c’è un altro aspetto, ossia il fatto che si sia puntato alla transizione 4.0″.
Poi l’ulteriore chiarimento. “La scommessa che si sta facendo adesso – ha aggiunto Manzella – è quella di cercare di accelerare la digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Si punta ad aiutare queste imprese più piccole. Lo si fa assicurando un credito di imposta per le spese in informazione. Poi anche crediti per il design, per arrivare ai prototipi su cui si impostano poi le produzioni”.
Il passaggio anche sui fondi europei e sulla loro gestione da parte delle regioni. “Secondo me – ha chiarito Manzella – i fondi europei su scala regionale hanno un’importanza fondamentale. Il problema però è che spesso queste risorse non vengono utilizzate in maniera efficace come dovrebbero. Le regioni dovrebbero diventare sempre di più soggetti che danno aiuto ai comuni e alle aziende che operano sul territorio. Dovrebbero formare un team di persone che si occupi di gestire e progettare i fondi. Le regioni devono riprendere la funzione di programmazione e unirci quella della progettazione. Noi spesso parliamo dei ‘sindaci eroi’…sono le regioni che dovrebbero stare vicino ai sindaci”.
Tra gli altri temi anche la fusione tra Fca-Psa e la nascita del quarto costruttore automobilistico al mondo. Poi i giovani e la loro conoscenza economica del territorio. In ultimo anche la questione Ilva.
A intervenire alla conferenza stampa di fine anno il presidente di Federlazio Viterbo Giovanni Calisti, il direttore Giuseppe Crea e il sindaco Giovanni Arena. A moderare Massimiliano Capo e Simone Cosimi.
Multimedia – Video: “Le più belle frasi di Osho”
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