Riceviamo e pubblichiamo – Ha mosso un elevato numero di impegni economici eppure oggi si trova in pessime condizioni, gettato in un capannone nei pressi di Castel d’Asso tra gli escrementi dei più svariati animali, dai piccioni ai topi, il maestoso ma, allo stesso tempo, semplice palco progettato dal direttore dell’ufficio tecnico diocesano, Santino Tosini, che ospitò la solenne celebrazione officiata da Papa Benedetto XVI in occasione della sua visita a Viterbo nel settembre del 2009.
La struttura a “conchiglia” che, come affermò il vescovo di allora monsignor Lorenzo Chiarinelli, ha simboleggiato l’abbraccio tra il santo padre e i fedeli, nelle attuali condizioni in cui verte, è uno dei tanti sprechi viterbesi.
Oltre alla messa del pontefice, la costruzione ha permesso, in occasione del campionato mondiale di calcio 2010, la proiezione di alcune partite e ha ospitato concerti di musica classica, jazz, moderna e molto altro.
Una struttura “poliedrica”, dunque, che, oltre a poter essere utilizzata per il lancio di gruppi musicali di Viterbo e provincia, sarebbe potuta divenire sia un punto di partenza per la rivalutazione di Valle Faul sia un luogo di ritrovo per i giovani.
Ma dopo averne decretato lo smantellamento per far posto a pratini, alberi, marciapiedi e posti auto a pagamento non ancora realizzati, sebbene i lavori sarebbero dovuti terminare due mesi fa, gli amministratori viterbesi hanno abbandonato la struttura tra i rifiuti, la sporcizia e l’incuria, fregandosene dei tanti soldi spesi per la realizzazione, la costruzione e lo smontaggio del palco.
Raffaele Strocchia
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