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Viterbo - Per il sindaco Giovanni Arena il congelamento delle tariffe da solo non basta

“Talete, senza investimenti l’aumento delle bollette non è neanche proponibile”

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Viterbo - L'assemblea dell’Ato a palazzo Gentili

Viterbo – L’assemblea dell’Ato a palazzo Gentili

Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Giovanni Arena

Gli uffici della Talete in viale Romiti

Gli uffici della Talete in viale Romiti

Viterbo – Prima i soldi per gli investimenti, poi, semmai, gli aumenti in bolletta. Il congelamento delle tariffe Talete, la società idrica della Tuscia, per il sindaco di Viterbo Giovanni Arena non è sufficiente.

“Prima voglio vedere materialmente il finanziamento di Arera – ha poi aggiunto il primo cittadino -. Un finanziamento importante per risolvere tutta una serie di problemi. Perché le cose che mancano veramente sono gli investimenti e una strategia complessiva per il territorio”.

Il 30 dicembre, la riunione dell’Ato a Palazzo Gentili, sede della Provincia, ha portato al congelamento delle tariffe dopo che nei giorni precedenti era circolata la notizia Talete aveva in cantiere aumenti di bolletta decisamente pesanti per le tasche dei cittadini. Le ipotesi in campo sarebbero state due. La prima, un aumento dell’85% per il 2020 che poi avrebbe dovuto scendere negli anni successivi.

La seconda un aumento del 2% che si si sarebbe dovuto andare ad aggiungere al +7,5% del 2018. Portando la tariffa al 9,5% per i successivi 6 anni. Non solo, ma Talete avrebbe puntato inoltre a quadruplicare il deposito cauzionale che sarebbe dovuto passare da 57 euro a 200. 

Gli aumenti avrebbero dovuto consentire di portare a casa 26 milioni dalle bollette e 23 dalla moltiplicazione dell’importo del deposito cauzionale. Un incasso che sarebbe servito a sua volta per coprire un mutuo di 35 milioni di euro chiesto da Talete alla cassa per i servizi elettrici e ambientali con cui la società idrica intenderebbe fare una serie di investimenti del valore di circa 212 milioni di euro.

La riunione Ata di lunedì scorso ha bloccato ogni possibile aumento delle tariffe. Tra i vari punti all’ordine del giorno, infatti, c’era l’analisi di un documento condiviso con il quale tutti i sindaci hanno chiesto ad Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, la certezza che i 35 milioni di finanziamento vengano concessi certamente e senza altri rinvii, qualora si approvi un ulteriore aumento tariffario dall’attuale 7,6% ad un massimo del 9%.

“Quello che manca – ha ribadito Giovanni Arena – sono gli investimenti, perché abbiamo una rete idrica che comincia seriamente a perdere colpi. In tante parti della città dobbiamo fare interventi continui per le perdite d’acqua. Se aumento le bollette e poi Talete spende i 35 milioni di Arera investendo sul rifacimento della rete idrica allora ha un senso. Ma a scatola chiusa, l’aumento non è nemmeno proponibile”.

Daniele Camilli


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4 gennaio, 2020

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