Viterbo – “Le leggi si rispettano se si comprende il valore della legalità”. Il pubblico ministero Franco Pacifici lo ripete da sempre. E negli anni in cui è stato alla guida dell’Associazione nazionale magistrati di Viterbo ha fatto di tutto per diffondere questo principio. A partire dalle scuole, e dunque dalle nuove generazioni. “Mi ero reso conto – racconta – che stavo trascorrendo troppo tempo in ufficio, impegnato nel lavoro. Ho così ritenuto opportuno avere contatti con la società e in particolare con i giovani, che sono il patrimonio del domani. Dagli incontri nelle scuole sono uscito meravigliato. I ragazzi non sono superficiali come si potrebbe credere, ma sono pronti a entrare nella società. Per l’età che hanno, però, ci sono cose che non conoscono ed è necessario che gli vengano spiegate”.
Pacifici è partito dalle scuole medie per arrivare agli istituti superiori. “Ai giovani – dice – vanno fatti capire i valori che ispirano l’ordinamento giuridico, perché è solo così che possono comprendere l’esigenza di rispettare le leggi. Questi valori sono imprescindibili per il vivere civile e nascono dal rispetto reciproco. E il rispetto è necessario se si vuole vivere in un’unica società”.
Il tour nelle scuole oggi, grazie alla collaborazione con il provveditorato di Viterbo, è diventato un vero e proprio progetto. “Un progetto strutturale – lo definisce Pacifici -, ovvero che dura nel tempo. E che proprio per questo è stato approvato anche dalla regione Lazio. Partirà in questi giorni e la convenzione prevede lo stanziamento di un bacino di ore dedicate agli studenti per mettere in campo percorsi educativi, di consapevolezza e conoscenza, perché la disinformazione tra i ragazzi è purtroppo ancora elevata. L’obiettivo è quello di rendere più attiva la loro partecipazione alla vita civile, rispettando i principi di responsabilità, legalità e solidarietà. I temi del bullismo e del cyberbullismo, della violenza di genere, del testamento biologico e della sicurezza stradale verranno affrontati anche attraverso conferenze-dibattito, role playing e processi simulati. In particolare durante i colloqui, i magistrati saranno accompagnati da specialisti”.
Agli studenti sarà dedicato pure un progetto ambiente che, oltre all’Anm, coinvolgerà altri enti e associazioni, tra i quali la Asl e l’università della Tuscia. “L’idea – afferma Pacifici – è stata della direttrice dell’azienda sanitaria, Daniela Donetti. E io, come associazione nazionale magistrati, l’ho subito accolta favorevolmente”. Di esperienza in campo ambientale, Pacifici ne ha parecchia. Agli inizi del 2000, come pm presso la procura di Viterbo, ha coordinato la maxinchiesta Giro d’Italia, su un presunto traffico illecito di rifiuti nella cave della Tuscia. Il parlamento, dopo aver ascoltato il pool viterbese nella commissione contro le ecomafie, ha poi apportato anche delle modifiche legislative a una serie di problematiche riscontate ed elencate dagli inquirenti.
Il 23 gennaio prossimo l’elezione per designare la nuova guida dell’associazione nazionale magistrati di Viterbo. Pacifici è presidente uscente. “Non intendo ricandidarmi – rivela -, perché credo sia necessaria una rotazione di magistrati pure per le funzioni che si svolgono nell’Anm. Sono sicuro che i nuovi rappresentati svolgeranno al meglio le loro funzioni e gli rivolgo i miei migliori auguri. Tra i ruoli del presidente dell’Anm – spiega poi Pacifici – c’è quello di curare i rapporti tra i magistrati e quello di far sì che i magistrati entrino nella società per migliorarla mettendo a disposizione il loro sapere e la loro esperienza”.
In questi anni, l’Anm ha organizzato diversi convegni: da quello su giornalismo e giustizia a quello sul processo telematico. “Quest’ultimo – ricorda Pacifici – ha visto la partecipazione di alcuni dirigenti del ministero della giustizia, che hanno definito quella della procura di Viterbo un’ottima organizzazione digitale. Un’organizzazione che dopo l’ispezione ministeriale, che l’ha inserita nelle buone prassi e ne ha fatto un modello, è stata capofila di molte procure d’Italia. Il progetto è stato avviato tra il 2013 e il 2014, quando procuratore capo era Alberto Pazienti, che si è dimostrato molto sensibile, pur comprendendone le difficoltà realizzative. Pazienti ha fornito ogni strumento, non escluso quello di una collaborazione effettiva, per consentire agli operatori di lavorare alla creazione di un’organizzazione in linea con il progresso tecnologico, efficiente e che trovasse la soddisfazione degli utenti.
In quegli anni è stato creato un pool che ha fornito un ottimo risultato e ha dato grandi soddisfazioni a chi lo ha diretto. Dar via alla rivoluzione tecnologica è stato difficilissimo, anche per lo scetticismo conseguente alla necessità di modificare metodi di lavoro non più adeguati ma pur sempre collaudati. L’obiettivo era migliorare l’organizzazione giudiziaria, ma se avessimo commesso un minimo errore avremmo compromesso tutto. Il convegno ha però concretizzato il lavoro che fino a quel momento era stato fatto, e in quell’occasione abbiamo preso atto che la trasformazione era avvenuta, anche se c’erano delle migliorie da mettere ancora in atto e molto altro si poteva e si doveva fare. Ma oggi la digitalizzazione è una realtà”.
In questi giorni è ancora caldo il tema sulla riforma della prescrizione, sospesa dopo la sentenza di primo grado. “Sono favorevole – afferma Pacifici, presidente uscente dell’Anm di Viterbo – alla nuova normativa. Non dobbiamo dimenticare che la prescrizione prevede il venir meno dell’interesse dell’ordinamento giuridico a perseguire reati commessi, in ipotesi, molti anni prima. A livello nazionale, l’esito di numerosi procedimenti dimostra che attualmente vengono dichiarati estinti per prescrizione reati quando ancora esiste un vivo interesse a una completa valutazione dei fatti da parte dell’autorità giudiziaria. Per questo condivido l’orientamento della nuova disciplina. Al contempo, è necessario prendere atto della lentezza nella definizione dei processi. Le istituzioni devono analizzare attentamente le cause che determinano questa lentezza e devono creare norme idonee a garantire un veloce ed efficace svolgimento dei procedimenti. Questa valutazione deve essere fatta con sollecitudine, per far sì che imputati e parti offese ricevano adeguate e immediate risposte da chi amministra la giustizia. Gli organi preposti devono anche prendere atto che, sulla scorta di statiche, la magistratura italiana ha carichi di lavoro molto più elevati rispetto a quelli dei colleghi europei. Non può essere tralasciata l’esigenza di un’efficace depenalizzazione e l’eliminazione della farraginosità nella fase di notificazione degli atti giudiziari. Sostengo tutto questo perché vorrei una giustizia sempre equilibrata e più efficiente”.
Raffaele Strocchia
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