Riceviamo e pubblichiamo – Mentre lo spettacolo triste di sedicenti amministratori comunali che si accapigliano sulle pagine dei media riempie la cronaca politica locale, mentre la Regione Lazio diventa l’emblema dello spreco e dell’arroganza di un ceto autoreferenziale e trasversale, sia quando è coinvolto direttamente nelle indagini sia quando in modo indecoroso sostiene di non averne saputo mai nulla (somma e dolorosa ipocrisia), mentre questo e altro concorre ad allontanare i cittadini dalla politica, i nostri beni culturali continuano ad essere abbandonati, senza che una idea complessiva o una speranza di progetto venga promossa.
Unica speranza è la privatizzazione? Per una realtà politica come Sel che sui beni comuni e sulla gestione pubblica collettiva e partecipata fonda la propria ragione di essere è complicato ammettere che in questa situazione questa struttura politico/amministrativa è il male da combattere.
Occorre quindi promuovere al più presto l’affidamento (nel caso di Viterbo) di proprietà pubbliche – e in gestione agli enti locali – ad associazioni e fondazioni: Castel D’Asso, l’Arcionello, il teatro dell’Unione, la sala Gatti, Ferento.
E’ opportuno e indispensabile promuovere uno o più “spin off” pubblico-privato, coinvolgendo il mondo dell’impresa, per affidare a società di giovani la gestione diretta di questi beni, affinché concorrano a creare lavoro e cultura. Subito.
E’ indegno lo spettacolo di questi giorni: sindaco e partiti di maggioranza che si spartiscono quello che rimane del cadavere di una città vilipesa, sull’orlo del disastro economico, senza prospettive. Chi ne è responsabile?
E nel merito una domanda precisa: chiediamo al sindaco Marini e all’assessore Contardo quanti soldi sono stati raccolti con la iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per Ferento (60 giorni per salvare Ferento)? Come sono state spese le somme raccolte? Come sono stati usati i soldi dei cittadini?
Ci aspettiamo – le domande sono facili – una risposta rapida e circostanziata.
Umberto Cinalli
Sinistra Ecologia e Libertà – Circolo di Viterbo
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