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Viterbo - Macabra scoperta delle guardie ecozoofile Eital: "Tagli precisi e profondi effettuati da mani esperte" - Verrà fatta l'autopsia - Indagano i carabinieri forestali

“Cinghiale morto in zona Belcolle, è una scrofa incinta con le mammelle recise”

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Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle - Quattro i capezzoli recisi

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle – Quattro i capezzoli recisi

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle - Tre i capezzoli recisi

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle – Tre i capezzoli recisi

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Il cinghiale morto lungo la strada di Belcolle

Viterbo – Intervento, ieri mattina, delle guardie ecozoofile Eital di Viterbo in zona Belcolle per il recupero di un cinghiale morto. Ne aveva scritto anche Tusciaweb, dopo la segnalazione di un lettore.

“Un cinghiale morto ormai da alcuni giorni – raccontava Ramona Beghiu con la rubrica Anche tu redattore – è dopo il semaforo di Belcolle, in direzione San Martino al Cimino, un paio di metri dopo la fermata del pullman. Ultimamente mi è sembrato più gonfio rispetto ai giorni precedenti. L’animale è praticamente a bordo strada, e un paio di metri più avanti c’è una recinzione”.

Ieri mattina l’intervento delle guardie ecozoofile, dirette da Monia Scoponi. “Ci siamo recati sul posto – spiegano – e, una volta trovato l’animale morto, abbiamo constatato che si trattava una scrofa gravida e che, cosa macabra, le erano stati asportati chirurgicamente i capezzoli”. Una scoperta macabra, che ha fatto rabbrividire le guardie ecozoofile.

La femmina di cinghiale incinta aveva quattro capezzoli asportati. “Ma – sottolineano le guardie ecozoofile – mercoledì sera, dalle foto che ci avevano mandato, erano solo tre i capezzoli asportati. Mentre al nostro arrivo, e nello scattare le foto per gli archivi, erano ben quattro. Un’asportazione sospetta, perché di sicuro non effettuata da un altro animale ma da mani esperte. Un taglio preciso e profondo”. Per questo è stato chiesto l’intervento dei carabinieri forestali, che hanno avviato le indagini.

Sul posto anche il veterinario dell’istituto di zooprofilassi, che effettuerà l’autopsia sulla scrofa. “Crediamo fosse lì da un paio di giorni – evidenziano le guardie ecozoofile -. Non ci sembra che sia stata investita, né abbiamo trovato ferite d’arma da fuoco. Dunque non gli hanno sparato. Ma attendiamo l’esito dell’esame autoptico”.


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17 gennaio, 2020

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