Tarquinia – “Volevamo fare qualcosa per sensibilizzare i cittadini a comprare nei negozi tarquiniesi. Perché se le botteghe chiudono, una città diventa città fantasma”. Parole di Laura Liguori e Alberto Tosoni. Sono loro ad aver creato su facebook il gruppo “#Io compro a Tarquinia”. Così, se la tecnologia digitale trasforma il tessuto sociale e le abitudini di acquisto delle persone, conoscere e usare queste tecnologie può essere decisivo per promuovere i piccoli negozi e frenare la chiusura delle attività nel centro abitato.
“Ci siamo detti, proviamo a usare i social per formare un gruppo, al quale invitare a partecipare i commercianti – affermano Tosoni e Liguori –. A novembre era nato “Natale Tarquinia shopping”, per offrire ai negozianti un luogo dove promuovere i propri articoli per le festività. L’idea è piaciuta e le adesioni sono state numerose fin dall’inizio. Ognuno poteva postare articoli e invitare i tarquiniesi a comprare a “chilometri zero” per fare regali”.
Quella che doveva essere una iniziativa nata solo per il Natale è diventata una vetrina virtuale molto apprezzata e seguita. Gli iscritti sono oltre 900. “Il gruppo cresce in modo costante e anche tanti cittadini hanno deciso di entrarne a farne parte – proseguono -. Il tutto è gestito dagli stessi commercianti, in totale autonomia, per catturare come meglio credono l’attenzione dei consumatori”. E si sfata lo stereotipo dei negozianti tarquiniesi incapaci di collaborare. “Stanno dimostrando che sono in grado di fare rete – aggiungono Liguori e Tosoni -. Non è vero che hanno difficoltà di mettersi insieme per un progetto condiviso. Al contrario”.
Certamente non basta questo tipo di iniziative per invertire la tendenza delle botteghe e dei negozi di vicinato schiacciati dalla grande distribuzione e dall’e-commerce, che propongono sconti e offerte di continuo. “Occorre il sostegno delle istituzioni – concludono Liguori e Tosoni -, perché i negozi possano diventare uno strumento per combattere la desertificazione commerciale nei centri abitati, fornendo servizi di prossimità alla popolazione”.
Daniele Aiello Belardinelli
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