Montefiascone – Salvatore Paoletti, il 37enne ucciso alle spalle dai tedeschi.
È in sintesi la storia di Salvatore Paoletti ucciso il 6 giugno 1944 dalle truppe naziste a Montefiascone, precisamente in località Grilli, vicino la frazione di Zepponami.
La sua è una storia tragica, come purtroppo molte storie di guerra.
Salvatore Paoletti aveva trentasette anni, era nato il 29 dicembre 1907, quando il fronte di guerra si avvicinò a Montefiascone. Proprio nei primi giorni del mese di giugno 1944 i tedeschi in ritirata iniziarono a minare alcune strade di Montefiascone, comprese alcune abitazioni. L’obiettivo era farle saltare per ritardare l’avanzata alleata.
I nazisti misero, tramite delle mine, dell’esplosivo anche su un ponte sulla Cassia per farlo saltare e quindi rallentare l’arrivo dei francesi, in forza nelle fila alleate.
Lui insieme ad altri uomini fecero di tutto per salvare il ponte e infatti manomisero la miccia e l’esplosione non interessò il ponte ma abbatté soltanto alcuni alberi.
I tedeschi iniziarono immediatamente a cercare i colpevoli del sabotaggio. In quel lontano sei giugno, fermarono diversi uomini, tra i quali anche Salvatore Paoletti. Dopo una perquisizione gli trovarono una pistola. Fu la sua condanna a morte.
La reazione nazista fu immediata. Alcuni soldati gli spararono alle spalle. Subito dopo arrivò la figlia, la piccola Fabiola, che riuscendo a divincolarsi all’alt dei tedeschi, vide il padre senza vita a terra.
Salvatore venne sepolto con una cassa composta da alcune tavole provenienti da porte non più utilizzate. Anche questa era purtroppo la guerra.
Salvatore Paoletti è ricordato come uno dei tre partigiani di Montefiascone. Gli altri due sono Delio Ricci e Felicetto Dominici.
Anche le loro sono storie tragiche, come quella di Salvatore. Infatti Delio Ricci venne impiccato il 20 maggio 1944 a Manciano mentre Felicetto Dominici fucilato lo stesso giorno a Montefiascone.
Salvatore riposa nel cimitero comunale di Montefiascone e sulla sua tomba c’è scritto: “Qui riposa Salvatore Paoletti ucciso barbaramente il 6 giugno 1944”.
Il ricordino cartaceo che lo ricorda recita: “Vittima innocente di malvagi soldati stranieri. La tua giovane vita, consacrata ad assiduo lavoro, per il bene della tua famiglia, qui inesorabilmente e tragicamente stroncata dalla guerra, nella pace eterna, mai avrà più fine. La tua sposa, i tuoi figli, che immensamente amasti, i parenti e gli amici tutti, addoloratissimi, conserveranno sempre di te il più caro ricordo”.
Michele Mari
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