Viterbo – “Atti trasmessi alla magistratura sui fatti accaduti a Castel d’Asso il 24 gennaio”. La notizia arriva direttamente dal questore Massimo Macera nel corso della riunione di ieri del Comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica presso il palazzo del governo in piazza del comune a Viterbo.
Riunione alla quale sono stati convocati i sindacalisti della Cgil, Marco Nati, Massimiliano Venanzi e Lavinia Fantini, e il giornalista di Tusciaweb Daniele Camilli che la settimana scorsa a Castel d’Asso sono stati aggrediti verbalmente in maniera veemente durante un volantinaggio del sindacato per informare i braccianti agricoli della zona in merito ai loro diritti. Assieme ai sindacalisti e al giornalista anche la segretaria della Cgil Roma nord, Viterbo e Civitavecchia Stefania Pomante.
“Un risultato importante”, hanno detto Marco Nati e Massimiliano Venanzi, rispettivamente segretario generale e segretario organizzativo della Flai Cgil Viterbo che tutela e difende i diritti dei lavoratori del settore agroindustriale.
“Siamo stati convocati – spiegano Nati e Venanzi – per raccontare quanto avvenuto venerdì scorso e verificare insieme se in passato ci sono stati altri episodi del genere”.
Al comitato, presieduto dal prefetto Giovanni Bruno, assieme al questore di Viterbo erano presenti anche i comandanti provinciali delle forze armate, polizia, carabinieri e guardia di finanza. “Quella di venerdì – precisano i sindacalisti – è stata un’azione volta ad impedire due libertà fondamentali per il nostro ordinamento giuridico. La libertà sindacale e la libertà di stampa, entrambe tutelare direttamente dalla costituzione”.
Il prefetto, a nome di tutto il comitato, ha espresso infine solidarietà ai sindacalisti e al giornalista vittime dell’aggressione verbale.
Il 24 gennaio tre sindacalisti della Cgil e un giornalista di Tusciaweb, appena iniziato il volantinaggio della Flai Cgil direttamente nelle campagne di Castel d’Asso a ridosso delle aziende agricole, sono stati aggrediti verbalmente da un gruppo di persone, che non si sono qualificate, assumendo atteggiamenti aggressivi verso i sindacalisti. Così come nei confronti del giornalista attaccato con forza per i suoi reportage sulla condizione bracciantile nella Tuscia. Sul posto erano presenti gli uomini della Digos che hanno fatto in modo che non ci fossero conseguenze più gravi.
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