Viterbo – (r.s.) – “Criticità statiche”, “accatastamento di rifiuti e nidificazione di numerosi piccioni”. È quanto hanno riscontrato i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale in almeno tre sopralluoghi, eseGuiti tra giugno e dicembre 2019, presso l’ex ospedale Domus Dei di via Santa Maria in Gradi a Viterbo. E il sindaco Giovanni Arena, “rilevato” un “pericolo per la pubblica e privata incolumità”, ne ha dichiarato “l’inagibilità, inibendone l’utilizzo”. Ha inoltre ordinato “ai proprietari e a chiunque occupi il fabbricato di non utilizzare i locali fino a quando non verranno ripristinate le normali condizioni di sicurezza”.
I proprietari dell’immobile, sito ai numeri civici 27, 31 e 33 di via Santa Maria in Gradi, stando all’ordinanza del primo cittadino, sono quattro. Tre dei quali risultano risiedere proprio in via Santa Maria in Gradi 33.
Il primo sopralluogo all’ex ospedale Domus Dei risale al giugno dello scorso anno. I vigili del fuoco, nel rapporto “relativo alla verifica di stabilità dell’immobile”, evidenziano “serie criticità statiche relative a uno spanciamento del parametro esterno della muratura sommitale e dubbia coesione degli stessi elementi lapidei, proprio in corrispondenza di frammenti caduti a terra”. Il 22 agosto, invece, gli agenti di polizia locale rilevano anche “una condizione di forte degrado igienico-sanitario, dovuto all’accatastamento di rifiuti e alla nidificazione di numerosi piccioni”. Sia l’11 luglio che il 28 agosto il comune diffida “i proprietari dell’immobile a eseguire nell’immediatezza tutte le misure atte a tutelare l’incolumità delle persone e delle cose” e ad effettuare “i lavori di bonifica dei locali al fine di ristabilire le condizioni di sicurezza, igiene e salubrità”.
Ma il 12 dicembre 2019 i vigili del fuoco ribadiscono lo “stato di criticità” riscontrato durante il primo sopralluogo, e i poliziotti comunicano che “i lavori di bonifica non sono ancora stati realizzati”. Così il sindaco, “considerato che alla data attuale i lavori non risultano ancora eseguiti”, ha dichiarato “l’inagibilità dell’immobile di civile abitazione Domus Dei, inibendone l’utilizzo sino al perdurare delle condizioni rilevate”. E ha ordinato “ai proprietari e a chiunque, a qualunque titolo, occupi il fabbricato di non utilizzare i locali fino a quando non verranno ripristinate le normali condizioni di sicurezza”. Ha inoltre disposto “il confinamento del fabbricato con l’apposizione di cartellonistica di sicurezza, in particolar modo verso la strada pubblica e la proprietà confinante, che avvisi dello stato di pericolo e dell’eventuale caduta dall’alto di porzioni della copertura, e il contestuale divieto di accesso”.
Il sindaco ha infine ordinato “di effettuare immediatamente le verifiche delle mutate condizioni statiche del fabbricato. In particolare, di accertare le condizioni della struttura e di conseguenza di effettuare tutti i lavori necessari alla messa in sicurezza dell’immobile, compresa anche la demolizione controllata delle porzioni che risultano in pericolo di crollo, al fine di garantire la stabilità delle proprietà private confinanti e la salvaguardia della pubblica e privata incolumità”.
Ma “tutte le verifiche e le opere necessarie – avverte l’ordinanza del sindaco – dovranno essere eseguite sotto la guida di un tecnico abilitato e nel rispetto delle normative viGenti. Inoltre, durante l’esecuzione dei lavori, dovranno essere rispettate le norme del codice della strada e del regolamento di polizia urbana a salvaguardia della pubblica incolumità”. “L’ordinanza – spiega Arena – vale anche quale formale messa in mora dei proprietari dell’immobile ai fini del risarcimento di ogni danno a chiunque causato”.
“L’inosservanza del provvedimento (di dichiarazione di inagibilità, ndr) – informa il primo cittadino – comporterà reato, oltre che violazione dei provvedimenti amministrativi e dei regolamenti comunali”. Ma i proprietari dell’ex ospedale Domus Dei possono fare ricorso contro l’ordinanza: sia al Tar, entro sessanta giorni, che al presidente della Repubblica, entro quattro mesi.
Ospedale Domus Dei
Fondato nel 1292 da Visconte Gatti, venne destinato a curare, oltre che i cittadini di Viterbo, anche i pellegrini che, seguendo la via Francigena, attraversavano la città diretti a Roma. Per molto tempo venne gestito dai dominicani del convento di Santa Maria in Gradi. Sorgeva di fronte al complesso, in prossimità del portone d’ingresso, ed era collegato al convento da un cavalcavia poi demolito all’inizio dell’800.
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