Viterbo – (a.c.) – Viterbo rinnova la sua devozione alla Madonna Liberatrice. Oggi pomeriggio, in una chiesa della Trinità gremita di fedeli, il vescovo Lino Fumagalli ha aperto la porta santa per celebrare il settecentesimo anniversario del miracoloso salvataggio di Viterbo dall’eruzione del 1320 ad opera di Maria.
Accompagnato da un lungo corteo di religiosi, confraternite, semplici cittadini e rappresentanti istituzionali, guidati dal sindaco Giovanni Arena e il vice prefetto Fabio Geraci, il vescovo ha voluto ricordare il prodigio che diede vita al culto della Liberatrice.
“Nel maggio del 1320 Viterbo fu sconvolta da un evento straordinario, forse un’eruzione delle pozze di acqua sulfurea, che coprì la città di lapilli e dell’odore acre dello zolfo – ha ricordato Fumagalli -. I fedeli corsero davanti a Maria, chiedendole di salvarli. Il fenomeno eruttivo cessò e da quel giorno i viterbesi promisero alla Madonna di venire ogni anno a ringraziarla”.
“Viterbo ha due baluardi, a cui tutti, anche i non praticanti, ricorrono fiduciosi: la Madonna Liberatrice e la Madonna della Quercia – ha aggiunto il vescovo -. Sotto questo manto di Maria noi ci sentiamo protetti e sostenuti. Credo che molti di noi, più di una volta, inginocchiati davanti all’immagine della Madonna Liberatrice, abbiano invocato il suo aiuto e la sua forza”.
Rivolto ai religiosi, Fumagalli ha parlato apertamente della crisi di numeri degli ordini sacerdotali: “Ho 87 preti e fra tre anni ne avrò 45, tra pochi anni non so se avrò ancora comunità femminili presenti in diocesi. Però non dobbiamo farci prendere dalla paura, né dalla matematica eloquente dei numeri. Il Signore ci infonde forza e coraggio, anche quando sembra di vivere al buio”.
“I religiosi – ha chiuso il vescovo – sono una luce. Nelle difficoltà di una cultura che ci porta a vedere le cose solo in orizzontale, senza prospettive trascendenti, loro ci ricordano che siamo fatti per il Paradiso, che questa non è la nostra casa stabile”.
La celebrazione eucaristica si è conclusa con la tradizionale preghiera della Madonna Liberatrice e con l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli confessati e comunicati, impartita da monsignor Fumagalli per conto di Papa Francesco.
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