Riceviamo e pubblichiamo – Qualsiasi iniziativa che sia volta alla riqualificazione di un’area di “verde pubblico” non può non essere lodata, così come deve essere lodata qualsiasi amministrazione pubblica che consideri la gestione del “verde pubblico” una sua priorità.
Per questo motivo siamo stati molto interessati, nella sua fase iniziale, alla proposta di riqualificazione del parco dell’Arcionello, recentemente presentata in commissione Ambiente dall’assessore Equitani, sulla base di uno studio dell’Università della Tuscia. Purtroppo, dopo una valutazione più attenta, la realtà è risultata essere ben diversa.
Infatti, accanto ai necessari interventi per la qualificazione dell’area verde, come ad esempio la definizione di possibili ingressi e sentieri per aumentare la fruibilità del parco ai cittadini, è emersa anche la richiesta di procedere a una nuova perimetrazione dell’area protetta, che avrebbe avuto lo scopo di svincolare, dai limiti previsti dalla legge, la zona del parco localizzata nella immediata vicinanza del centro urbano di Viterbo.
Alla richiesta di quale fosse la ragione per procedere a questa eventuale scelta, emergeva uno scenario molto preoccupante. Infatti, veniva esplicitamente menzionata una problematica riguardante il comune di Viterbo circa la possibilità che parte di tale area fosse interessata dalla costruzione di edifici ad uso abitativo e servizi a loro connessi.
A nostro avviso si tratta di un’ulteriore esempio di una strategia ormai in uso da molto tempo nel nostro Paese, collegare il processo di “cementificazione” del verde pubblico alla falsa idea di interventi per migliorare la qualità di vita del cittadino.
Oramai sono proprio gli uffici pubblici a predisporre veri e propri piani d’intervento sul territorio affinché il costruttore di turno non debba fare altro che tirare su nuovi edifici in zone possibilmente molto “qualificate” per garantirsi la migliore vendita dei nuovi appartamenti.
Tutto questo spesso accade con la scusa di usufruire di qualche aiuto“privato” necessario per affrontare le spese di riqualificazione, essendo, come sempre, le amministrazioni pubbliche prive delle adeguate risorse.
Senza entrare nel merito della ragione per la quale i soldi pubblici non bastano mai, le recenti vicende della Regione Lazio sono più che esaustive nello spiegare almeno una parte di questo fenomeno, facciamo presente che la riqualificazione del parco dell’Arcionello deve essere una priorità della Provincia di Viterbo, mantenendo però i perimetri del parco esattamente come sono, o eventualmente, estendendoli ulteriormente.
E’ bene chiarire che la salute e la qualità di vita del cittadino poco o nulla hanno a che fare con la cementificazione del territorio. Un processo di cementificazione in continua espansione a Viterbo e nella sua Provincia che non trova alcuna ragione demografica, almeno che, l’interesse dell’attuale amministrazione comunale e provinciale non sia quello di fare diventare la nostra città il nuovo “dormitorio” di Roma.
Inoltre è forte il disappunto di verificare come il Comune di Viterbo e la Provincia si preoccupino di colloquiare formalmente tramite l’istituzione di Commissioni congiunte su problematiche di questo tipo, invece di preoccuparsi di lavorare assieme per la risoluzione di problemi ben più importanti, come ad esempio le problematiche sociali, lo sviluppo, la sanità e la salute dei cittadini.
Per questa ragione il coordinamento provinciale dell’Italia dei Valori ha dato mandato ai suoi rappresentanti di proporre in consiglio provinciale una mozione, che si spera venga costruita e condivisa con le altre forze politiche di governo e di opposizione, nella quale si prenda l’impegno di procedere alla valorizzazione del parco dell’Arcionello, utilizzando per questo aspetto le utili indicazioni dell’Università, mantenendone però inalterato il perimetro storico esistente.
Il coordinamento provinciale Idv
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