Roma – La Corte di Cassazione ha deciso che il processo di appello sull’omicidio di Marco Vannini va rifatto. Il ragazzo era stato ucciso a casa della fidanzata con un colpo di pistola a maggio 2015.
In primo grado Antonio Ciontoli padre della fidanzata era stato condannato 14 anni, ridotti in appello a cinque anni perché il reato era stato derubricato da omicidio volontario a colposo.
Per gli altri imputati, la moglie di Ciontoli Maria Pezzullo e i figli Federico e Martina, le pene sono state confermate a tre anni.
L’imputato puntava a una ulteriore riduzione di pena, ma il procuratore generale Elisabetta Cennicola ha chiesto alla Corte che il processo venga rifatto per tutti gli imputati perché la sentenza di appello è stata un errore.
Applausi nell’aula al momento della lettura del verdetto.
La mamma di Marco, Marina Conte ha detto: “Marco oggi ha riconquistato il rispetto e la giustizia ha capito che non si può morire a 20 anni”.
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