Riceviamo e pubblichiamo – É cominciata nell’alta Tuscia campagna per Bersani premier.
Si è svolta ieri sera, al cinema Olimpia di Acquapendente un affollata assemblea pubblica dal titolo “Italia bene comune per la ricostruzione ed il cambiamento”, a cui hanno partecipato Miguel Gotor, storico e collaboratore del quotidiano La Repubblica, e Alessandra Moretti vice sindaco di Vicenza, portavoce del comitato Bersani premier.
Erano presenti inoltre il sindaco di Acquapendente Alberto Bambini, il sindaco di Castiglione in Teverina Mirco Luzi, il presidente dell’assemblea provinciale del Pd Aldo Fabbrini e il deputato orvietano Carlo Emanuele Trappolino.
Alessandra Moretti ha delineato il percorso delle primarie del centrosinistra: il mettersi in gioco, la voglia di ascolto, con una partecipazione vera, a viso aperto e a faccia a faccia con i cittadini, con le istanze dei pensionati, dei lavoratori, delle donne e dei giovani nel bel mezzo di una crisi dai gravi risvolti economici e sociali soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione; la generosità del segretario Pierluigi Bersani di modificare lo statuto che prevede che il segretario sia automaticamente il candidato premier, per riconnettere le proposte del centrosinistra alla società civile, la messa in campo di una nuova generazione per rispondere alle esigenze di rinnovamento ed innovazione.
Miguel Gotor ha sottolineato le capacità politiche e di governo del segretario nazionale, la capacità di delineare una strada che è riassunta nella carta di intenti elaborata dal Partito democratico che propone patti chiari ed esigibili davanti ai cittadini. No ad un uomo solo al comando. Ma un percorso aperto e democratico. Una governabilità che farà perno sul civismo e la responsabilità con la partecipazione attiva dei cittadini.
Gli interventi dei presenti in sala hanno messo in evidenza i problemi sul tappeto: sul nostro territorio e sulla crisi morale della politica evidenziatasi in particolare con il cosiddetto caso Lazio gate.
Il segretario provinciale ha ricostruito la vicenda del Lazio, la negatività del fatto che il gruppo consiliare non sia riuscito prima a rifiutare l’aumento dei fondi ai gruppi, ma anche la rivendicazione che è stata l’iniziativa del Pd a portare alle dimissioni della Polverini e chiudere un ciclo deleterio della politica (il berlusconismo con tutte le sue degenerazioni) causa anche del malgoverno dei territori della nostra regione.
Per i dirigenti locali del Pd l’iniziativa segna un punto di avvio nell’iniziativa politica dell’autunno e come dice la coordinatrice del circolo Donatella Presilli facciamo nostre le parole della carta d’intenti.
Sappiamo che la politica ha le sue colpe. E che quando più profonda si manifesta la crisi, tanto più le classi dirigenti devono testimoniare il meglio: nella competenza, nella condotta, nella coerenza. Questo sarà il nostro impegno e la bussola del nostro compito. Con la stessa sincerità, diciamo che non siamo tutti uguali.
Non sono uguali i partiti, le persone, le responsabilità.
Gli italiani sono finiti dove mai sarebbero dovuti stare perché sono stati governati male. Noi vogliamo chiudere quella pagina ed aprirne un’altra. Aggiungo non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale perché i danni inflitti al nostro territorio dalla giunta Polverini sono palesi e sotto gli occhi di tutti.
Dunque un rinnovato impegno per la buona politica, per l’impegno e la passione civile che sono un tratto storico, distintivo del centro sinistra aquesiano.
Partito democratico Viterbo
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