Viterbo – “Perché il comune ha dato 50mila euro a Caffeina nonostante non fosse in regola con il pagamento degli stipendi ai dipendenti?”. Una ex lavoratrice della fondazione, Sabrina Landolfi, scrive al comune di Viterbo, sindaco Arena e tutti i consiglieri, per avere delucidazioni.
La somma cui fa riferimento è il contributo concesso da palazzo dei Priori per le iniziative in città di Caffeina. Ma la ex dipendente, spiega nella lettera, aspetta che le sia liquidata parte degli stipendi arretrati.
Dopo avere lavorato con Caffeina dal marzo 2013 al settembre 2019 con la qualifica di contabile, ha rassegnato le dimissioni. “Per giusta causa, in quanto non veniva corrisposto dalla fondazione lo stipendio dal mese di aprile 2019”.
Parte la richiesta della busta paga di agosto non ancora ricevuta: “Nonché il saldo delle mie spettanze (non percepivo stipendio dal mese di aprile)”. Senza riscontri, sostiene. Per questo decide di rivolgersi a un avvocato.
“Per richiedere un decreto ingiuntivo per il periodo aprile-luglio e il 14 ottobre 2019 veniva emesso”.
Poi a novembre, il 5: “Il comune decideva – ricorda la ex dipendente – di erogare alla fondazione Caffeina 50mila euro, specificando quali requisiti necessari, oltre alla regolarità del Durc, il regolare pagamento delle retribuzioni ai dipendenti”. Prova a contattare il dirigente comunale Celestini: “Per informarlo del mio credito da lavoro vantato da Caffeina, per bloccare il contributo e l’8 novembre è stato protocollato il decreto ingiuntivo”.
Possano pochi giorni: “L’11 novembre ho protocollato in comune la richiesta, inviata a Caffeina, d’avere le buste paga mancanti (agosto – settembre 2019) e il pagamento delle spettanze”.
A fine mese qualcosa succede. “La fondazione provvede a saldare le somme dovute in base al decreto ingiuntivo (fino a luglio 2019)”. Restano fuori agosto, settembre e le spettanze di fine rapporto, riceve 216 euro.
Si arriva a metà dicembre con l’erogazione a Caffeina dei 50mila euro di contributo. “Nonostante il comune sin da novembre fosse a conoscenza che la fondazione Caffeina non avesse corrisposto le spettanze di agosto, settembre, tfr e accessori e quindi, nonostante non fosse in regola con i pagamenti degli stipendi ai dipendenti”.
Col nuovo anno, il 7 gennaio, decide di rivolgersi all’ispettorato del lavoro.
Adesso chiede di conoscere il perché il contributo sia stato versato a Caffeina: “nonostante non fosse in regola con il pagamento degli stipendi ai dipendenti, privando i creditori della possibilità d’avere somme a disposizione sulle quali rivalersi, per i crediti di lavoro dipendente”.
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