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Cronaca - Interviene il presidente Cia Lazio, Fabrizio Pini: "L'agricoltura sta già subendo i primi pesanti contraccolpi dovuti all'incremento dei casi"

“Su Coronavirus, la Regione attivi l’unità di crisi”

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Fabrizio Pini (Cia Lazio)

Fabrizio Pini (Cia Lazio)

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – L’agricoltura laziale sta già subendo i primi pesanti contraccolpi dovuti all’incremento dei casi di coronavirus. Il turismo è in ginocchio, con più della metà delle prenotazioni ormai cancellate per i prossimi tre mesi, e gli agriturismi chiedono misure di sostegno al settore.

È quanto denuncia Cia Lazio a una settimana dall’inizio dell’emergenza Coronavirus (COVD-19), che non accenna a placarsi, anzi, sembra in crescita insieme al panico ingiustificato e alle dichiarazioni sempre più allarmanti.

Eppure, finora, organi di stampa e politica sembrano indifferenti alla grave crisi che si sta ingenerando nel settore. Contribuendo a creare e ingigantire il senso di abbandono in cui versano gli agricoltori.

“Il danno all’immagine del nostro paese sta contribuendo a rendere disastrosa la situazione economica, gli operatori del turismo e le aziende agricole sono in grande difficoltà – sottolinea il presidente di Cia Lazio Fabrizio Pini -. Anche nella nostra Regione, che fortunatamente al momento risulta solo sfiorata dal contagio, iniziamo a registrare pesanti perdite”.

Se il trend di questi ultimi giorni si dovesse confermare la situazione sarà gravissima, con conseguenze negative su produzione, occupazione e mercati.

Gli ordinativi sono in calo, in particolare, secondo Cia Lazio, ci sono problemi nel settore primario con un calo nelle vendite e anche le esportazioni potrebbero essere messe a rischio dall’emergenza. Diversi importatori, infatti, stanno richiedendo certificati aggiuntivi per confermare la salubrità dei prodotti.

“Il perdurare di questa situazione non potrà che peggiorare il quadro: basti pensare ad esempio alla ristorazione che, senza più prenotazioni, inevitabilmente ridurrà gli approvvigionamenti dei prodotti agroalimentari – sottolinea il presidente Pini – Nei prossimi mesi sicuramente registreremo il crollo dell’occupazione perché sia nel turismo, sia nell’agricoltura sono a serio rischio i lavoratori stagionali”.

Per questo la Cia del Lazio chiede che la regione attivi subito un tavolo per monitorare l’andamento e arginare per quanto possibile la crisi che si sta già facendo sentire con serie ripercussioni sulle imprese agricole del territorio.

Intanto, ribadisce il presidente della Cia del Lazio, chiediamo che si inizi a mettere in atto tutte quelle azioni di sostegno al comparto come il differimento dei pagamenti dei contributi previdenziali, delle imposte dirette e indirette, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e lo stanziamento di risorse per ristorare le aziende.

 Cia Lazio


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3 marzo, 2020

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