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Guardia di finanza - Nei banchi c'era cibo avariato, nel retro un ufficio con una mole incredibile di documenti contabili e timbri riconducibili ad altre società - Sigilli anche a una Ferrari gialla

Maxisequestro da 21 milioni, tutto è partito da un supermercato di Bassano in Teverina

di Francesca Buzzi
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Andrea Pecorari e Rosario Masdea

Andrea Pecorari e Rosario Masdea

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

L'operazione della guardia di finanza

L’operazione della guardia di finanza

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

La Ferrari sequestrata dalla guardia di finanza

Bassano in Teverina – E’ stata la singolare gestione di un piccolo supermercato di Bassano in Teverina a far scattare i primi controlli della guardia di finanza su quella che poi, dopo tre anni di indagini, ha portato a un’indagine con un maxisequestro da 21 milioni di euro.

Otto persone sono accusate di concorso in frode fiscale, indebite compensazioni e riciclaggio.

A giugno del 2017 le fiamme gialle della compagnia di Viterbo hanno approfondito gli accertamenti del punto vendita dove si erano accorti che tra i banchi veniva venduta merce già scaduta o, in alcuni casi, con cibi scaduti si producevano e poi rivendevano pietanze precotte.

Un controllo che sembrava essere di quelli in merito alla tutela della salute pubblica e che invece ha portato alla luce un enorme giro di denaro, conti correnti, fondi, immobili, auto di lusso.

Le indagini, portate avanti per tre anni dal gruppo delle fiamme gialle di Viterbo, coordinato dal maggiore Rosario Masdea, si sono concluse ieri mattina con un blitz su larga scala che ha coinvolto oltre alla provincia di Viterbo, quella di Roma (in particolare Tivoli insieme ad alcune zone nord della capitale stessa) e quelle di Perugia, Cremona, Milano e Rieti.

“Nel retro del supermercato di Bassano in Teverina (chiuso già nel 2017) – spiegano i vertici della finanza – c’era una stanza adibita ad ufficio dove abbiamo scovato una mole incredibile di documenti contabili e timbri, riconducibili ad altre società, con sedi in altre città”.

Il meccanismo era solido e ben oliato. Stando alle ricostruzioni della finanza viterbese, guidata dal comandante provinciale Andrea Pecorari, erano state costituite una serie di società fittizie intestate a delle cosiddette “teste di legno”.


Multimedia: Video: Il maxisequestro della finanza


“Teste di legno, ovvero prestanome – continuano i finanzieri – ben consapevoli di esserlo, poiché il tutto, nei fatti, era gestito da un imprenditore romano e dai due titolari di uno studio commercialistico di Roma (padre e figlio) che si occupavano, tra le altre cose, di porre i visti di idoneità a una serie di dichiarazioni fraudolente che avrebbe fatto fruttare un credito Iva di ben 3 milioni e mezzo di euro. Soldi che poi venivano usati per versare ritenute fiscali e contributi previdenziali dei dipendenti”.

Le persone fisiche finite nei guai in tutto sono otto: sei uomini e due donne, una delle quali è la moglie dell’imprenditore romano che aveva aperto il supermercato a Bassano in Teverina. Nel mirino della finanza, poi, ci sono anche cinque persone giuridiche. Le accuse, a vario titolo, sono di frode fiscale, indebite compensazioni e riciclaggio di denaro.

Non è stata emessa nessuna misura cautelare personale nei confronti degli indagati, mentre il maxisequestro ha permesso di mettere i sigilli a 21 milioni di euro di patrimonio per confisca diretta e per equivalente tra conti correnti, immobili, fondi d’investimento, partecipazioni societarie e anche auto di lusso, in particolare una Ferrari gialla di enorme valore.

“Tra le varie attività contestate – concludono gli uomini delle fiamme gialle – c’è anche la costituzione, con parte dei proventi della presunta attività illecita, di una polizza assicurativa di oltre 2 milioni e 600mila euro, mediante l’acquisto del 100% di un fondo di una società lussemburghese e delle partecipazioni in altre due società estere”.

Francesca Buzzi


Articoli: Sequestrati 21 milioni di euro tra conti correnti, fondi, veicoli di lusso e beni immobili – Evasione fiscale, sequestrati oltre 21 milioni di euro


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6 marzo, 2020

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