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Soriano nel Cimino - Il sindaco Menicacci vicino ai lavoratori - In 74 rischiano la mobilità

Unopiù, dipendenti in stato di agitazione

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Il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci

Il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci

– “Unopiù per Soriano è un pezzo di storia ed economia che non vogliamo assolutamente perdere. Qui dentro lavorano circa 50 famiglie di Soriano; la priorità, soprattutto quando si parla di posti di lavoro, è rimanere uniti senza dispersione di azioni e di intenti”.

Con queste parole Fabio Menicacci, sindaco di Soriano, ha esordito nel prendere parte, questa mattina, all’assemblea indetta dai dipendenti dell’azienda Unopiù proprietà del Fondo d’Investimento Mezzanove capital, azionista di maggioranza la famiglia Bonomi) da oggi, ufficialmente, in stato di agitazione. Presenti anche il vice sindaco Alessandro Troili e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil: Carlo Proietti, Fortunato Mannino ed Elvira Fatiganti.

L’azienda è intenzionata a decurtare l’eccedenza di personale, 74 dipendenti sugli attuali 200 (dopo ben 4 anni di cassa integrazione) per gli eccessivi costi. Giovedì scorso la notizia bomba, pesante come un macigno: il 19 dicembre, come ha informato l’azienda, perverranno agli interessati le lettere di mobilità. Da oggi decorrono i sette giorni previsti per la possibile costituzione di un tavolo istituzionale tra azienda, Prefettura, Provincia, Comune di Soriano e Viterbo finalizzato a trovare una soluzione per tutti i lavoratori che, da anni, convivono con una situazione di ansia e disagio.

L’intento congiunto, istituzionale e sindacale, è finalizzato a usufruire degli ammortizzatori sociali per altri due anni e poi, magari, proseguire con un patto di solidarietà dei dipendenti. Da verifiche che sono state fatte la soluzione migliore è proiettata a una procedura di mobilità aperta senza licenziamento, nè forzature da parte dell’azienda. Una battaglia che va combattuta insieme nel rispetto e nella dignità dei lavoratori.

“Giovedì, alle ore 18 – ha spiegato il sindaco Menicacci – ho convocato una riunione con tutte le segreterie dei partiti politici locali al fine di trovare un appoggio unico, condiviso e collaborativo. Ma, soprattutto, fattivo all’atto pratico. Più siamo, più possiamo fare cartello. La nostra disponibilità è incentrata anche sulla possibilità di ragionare in merito a un piano industriale dell’azienda. Presentiamoci al tavolo istituzionale con delle idee. Ad oggi credo che la cosa più difficile, al di là del tecnicismo e della procedura di mobilità, sia quella di capire cosa abbia in testa l’azienda.

C’è necessità di chiarezza – ha concluso Fabio Menicacci – soprattutto per tutte le persone che lavorando qui dentro e che hanno contribuito, nel corso degli anni, a rendere questa realtà così importante sul mercato. Se non si fa sistema non ha senso. Non la vedo semplice ma, ripeto, la disponibilità istituzionale c’è e noi, come amministrazione, ce la metteremo tutta. Come eravamo attivi lo scorso anno con la contrattazione delle banche, lo saremo anche ora con il piano industriale. Il diritto al lavoro non ha giacca politica”.


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8 ottobre, 2012

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