(g.f,) – La solitudine non è politica, semmai amministrativa.
Al sindaco Giulio Marini che sostiene come si sia trovato a dover fare i conti con scelte prese da solo, senza aiuti esterni, la vice coordinatrice Pdl Gabriela Grassini non ci mette molto a replicare: “Colpa tua”.
Motivando la presa di posizione col fatto d’avere chiesto più volte di prendere parte alle riunioni durante la crisi in comune, ma si sarebbe sempre sentita rispondere no tu no.
Quindi un sindaco solitario per scelta? Non sembra essere esattamente così, sentendo il diretto interessato.
“Quando parlavo di solitudine, non mi riferivo al contesto politico e alla crisi a palazzo dei Priori – spiega Marini – ma al particolare momento che stiamo vivendo e delle incombenze che ricadono sul sindaco dal punto di vista amministrativo.
C’è un ruolo, un compito da portare avanti e si è per forza di cose soli”.
Oggi e domani sarà anche peggio.
“Infatti – ricorda Marini – il mio ragionamento faceva riferimento a chi verrà dopo di me. Il prossimo primo cittadino si troverà in situazioni anche più difficoltose rispetto alla mia”.
L’equivoco è chiarito. Si tratta della solitudine dei numeri primi, o meglio, la solitudine dei primi cittadini.
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