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Cultura - Intervista ad Antonello Ricci - Il nuovo libro sarà presentato sabato 13 ottobre, alle 18 nella sala conferenze Santa Croce a Tuscania

“Fuori da dove”, un racconto in versi tra Siena e Viterbo

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Antonello Ricci

– Antonelli Ricci presenta “Fuori da dove”.

I nuovo racconto in versi sarà presentato sabato 13 ottobre, alle 18 nella sala conferenze “Santa Croce” a Tuscania in piazza Basile.

La presentazione sarà a cura delle associazioni culturali
ViviTuscania e Tradizioni Maremma. Intervengono
 Gino Civitelli e Mario Papalini (editore). Conduce
Valeria Sebastiani. Sarà presente l’autore. L’ingresso libero.

Il suo nuovo racconto in versi s’intitola “Fuori da dove”. Ci spieghi perché?
“La storia si svolge nel 1999 – dice Ricci -, pochi giorni prima che il San Niccolò, l’ospedale psichiatrico di Siena, chiuda i battenti per sempre: da dietro una porta a vetri salta fuori uno vecchio sconosciuto.

Si tratta di un paziente di cui, da decenni, si era persa ogni traccia. Chissà da quali stanze corridoi o sottoscala egli riaffiora: fuori da dove, appunto… È vecchissimo. Non parla. Dalla cartella clinica risulta nato a Viterbo. Se ne rintraccia a fatica una parente. L’ultima.

Una donna di ottant’anni! Dunque Anna, questo il nome della protagonista, si ritrova a fare i conti con un passato che non è mai passato. Tra l’altro, il sottotitolo recita “Il ritorno”: perché ritorni sono al tempo stesso quello del vecchio “demente” (terminologia burocratica tipica negli anni trenta) inghiottito e risputato dal labirinto manicomiale e quello dei ricordi che tornano a visitare Anna”.

Il volume, di piccolo formato, è corredato da una breve introduzione e 21 acquerelli a tema firmati da Gino Civitelli…
“Gino, senese di Buonconvento, è una figura di intellettuale e artista a tutto tondo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo durante una ricerca su Carlo Vincenti, l’artista viterbese che al San Niccolò di Siena fu ricoverato alla metà degli anni settanta del secolo scorso.

Proprio a Vincenti e più in generale ai rapporti tra arte e terapia Gino, operatore psichiatrico per trent’anni sul territorio di Siena e provincia (ma attivo anche in molti centri dell’alta Tuscia), aveva dedicato un capitolo importante di un suo bel libro dedicato alla “biografia” del San Niccolò. Quando poi ho scoperto che Civitelli era anche artista “in proprio” (tanto per la cronaca: i suoi acquerelli di paesaggio sulla Val d’Orcia piacevano molto al poeta Mario Luzi) non ho resistito: gli ho chiesto se voleva illustrare il mio “racconto metricato” con una serie di tavole a tema: il lettore potrà giudicare da sé il risultato raggiunto”.

Quanto al suo editore, questa volta hai preferito migrare di là dal Paglia, arrampicarti sulle pendici dell’Amiata.
“Beh, non è che sia finito poi così lontano. Ma, battute a parte, con Mario Papalini (Editore Effigi, Arcidosso, ndr) ci si conosce ormai da tanto tempo. Da anni seguo il suo tenace, rigoroso, appassionato lavoro culturale su un territorio – a me particolarmente caro – come quello della Maremma grossetana. Mario è professionista serio, di grande esperienza, apprezzatissimo in tutta la Toscana. In grado di tirar fuori libri eleganti e popolari al tempo stesso. Mille volte avevamo parlato della possibilità di pubblicare qualcosa insieme.

Questo “Fuori da dove” – il cui racconto si srotola proprio ai piedi del monte Amiata, lungo la vecchia Cassia, tra Acquapendente e Siena – mi è sembrato la migliore occasione per farlo conoscere e apprezzare qui nella Tuscia”.

Insomma, niente più duetti editorial-poetici targati Ricci-Ghaleb?
“Tutt’altro – afferma -. Dopo la “prima” di Tuscania, infatti (sabato p.v.), il 20 ottobre presenterò “Fuori da dove” proprio a Vetralla: ospite della casa editrice Ghaleb e del Museo della città e del territorio. Per l’occasione Laura Antonini leggerà brani dal libro accompagnata dal clarinetto basso e dal sax di Luciano Orologi. Proprio con Laura, tra l’altro, stiamo pensando alla possibilità di trarre dal testo un “atto unico” da portare a teatro. Sabato 27 infine, sarò a Viterbo, ospite dell’Archivio di Stato: a margine del mio libro (mi piace ricordare che proprio fra i faldoni dell’Archivio di Stato, una quindicina d’anni fa, imbattendomi per puro caso in alcune pratiche burocratiche sui “dementi” viterbesi, ebbi la prima idea per “Fuori da dove”) discuterò con Manuela Claudiani a proposito dei “problematici” quanto fecondi rapporti tra storia e poesia”.

E in libreria?
“A Viterbo – conclude – lo si può trovare già da qualche giorno”.


Antonello Ricci
, “Fuori da dove”. Il ritorno 
(Introduzione e acquerelli di Gino Civitelli)
 ed. Effigi, Arcidosso 2012

Prossimi appuntamenti
: Vetralla, sabato 20 ottobre
 (Museo della città e del territorio
in collaborazione con Davide Ghaleb editore); Viterbo, sabato 27 ottobre
(in collaborazione con Archivio di Stato)


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11 ottobre, 2012

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