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Coronavirus - Giovanni Calisti, presidente di Federlazio, parla dopo le parole di Conte che sabato sera, in conferenza, ha annunciato nuove misure restrittive per affrontare l'emergenza Covid-19: "Si pensi alla messa in sicurezza degli impianti"

“Le aziende della ceramica sono tutte ferme”

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Federlazio - Giovanni Calisti

Federlazio – Giovanni Calisti

Viterbo – (p.p.) – “Le aziende della ceramica sono tutte ferme”. Giovanni Calisti, presidente di Federlazio, parla dopo le parole di Giuseppe Conte che sabato sera, in conferenza, ha annunciato nuove misure restrittive per affrontare l’emergenza Covid-19. A preoccuparlo, c’è anche altro. “Se questa mattina – dice Calisti – non possiamo camminare e non possiamo mettere in sicurezza gli impianti delle nostre aziende, i danni saranno peggiori”.

Fino a due giorni fa, “un notevole numero di aziende – spiega Calisti – aveva chiesto la cassa integrazione per le canoniche nove settimane. Alla luce di quello che è stato detto da Conte, nell’ultima conferenza stampa, sono tutte ferme.

Il nostro codice Ateco, quello relativo alle categorie commerciali, non rientrerebbe tra quelli per cui le aziende possono rimanere aperte; quindi, a Civita Castellana, siamo tutti fermi. Si parla di oltre una sessantina di imprese tra quelle della ceramica e indotto. E sono sicuro che la stessa cosa vale per quello che è l’alto tessuto produttivo di tutto il viterbese. Non possiamo lavorare, per decreto. Ne avremo comunque contezza quando uscirà”.

Calisti tiene a sottolineare un altro aspetto: “Ancora non si parla della messa in sicurezza degli impianti. Cioè, non possiamo dire ‘da domani non lavoriamo più, chiudiamo la luce e andiamo via’. C’è chi ha i forni a tunnel che devono essere spenti o chi ha impianti di colaggio dove comunque i liquidi devono continuare a girare. Lo stesso per altre aziende che non possono, dall’oggi a domani, spegnere i frigoriferi e chiudere.

Mi auguro che venga previsto nel provvedimento perché sennò saremo costretti ad andargli contro per evitare danni irreparabili”.

E soprattutto, per Calisti, il problema “non è fermarsi adesso per 15 giorni. Che cosa succederà infatti alla ripartenza? Cosa accadrà alle aziende che hanno bisogno di liquidità e di un sostegno? Che faremo?”.

Sono tanti gli interrogativi che, a oggi, ancora non hanno una risposta. “E’ una catena che se non verrà oleata nel modo giusto, quando ripartiremo non so a cosa potrebbe portare. In tutta la vita – conclude il presidente di Federlazio – non ho mai visto una situazione del genere”.


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23 marzo, 2020

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