Riceviamo e pubblichiamo – Abrogazione articolo 8 e delle modifiche apportate all’articolo 18, una lotta per la democrazia. E’ questo l’obiettivo del costituendo comitato referendario che raccoglierà nella Tuscia le firme a partire dal 13 ottobre.
La campagna, lanciata dalla Fiom, è stata presentata questa mattina alla presenza di Antonio Battistin (Fiom), Stefano Troncarelli (Prc), Antonio Capaldi (Sel), Carlo Urbani (Idv) e Devid Centofanti (consigliere comunale a Soriano nel Cimino).
Hanno aderito al comitato referendario anche Uds , Arci e Anpi.
Che cosa si propongono i referendum? Restituire allo statuto dei lavoratori l’articolo 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura.
La nozione giuridica secondo la quale nessuno può essere licenziato senza giusta causa e giustificato motivo deve essere ripristinata. Perché un’ingiustizia praticata ad un singolo lavoratore è un’ingiustizia verso tutti.
Non si tratta dunque di un problema di quantità numeriche, bensì di giustizia sociale. Con l’abrogazione dell’art. 8 , del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 convertito in legge n. 148 del 14/09/2011)
Intendiamo ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati dai contratti collettivi nazionali. A parità di condizioni, vanno pretese regole generali che valgano per tutti i lavoratori di un settore e ovunque sul territorio nazionale.
Alla contrattazione aziendale va restituito il giusto valore: ossia deve accompagnare l’andamento dell’impresa, garantendo eventualmente tutele aggiuntive ai suoi dipendenti, contrattare l’organizzazione del lavoro, l’articolazione degli orari e dei turni nell’ambito e nei limiti previsti dal contratto nazionale.
L’obiettivo è quello di ridare forza allo statuto dei lavoratori.
Comitato referendario
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY