Tarquinia – Coronavirus non vuol dire emergenza sanitaria ma anche economica.
Ci sono famiglie che non riescono più a pagare bollette e affitti o a fare la spesa. Fornai, titolari di alimentari e ambulanti dei banchi di frutta e verdura di Tarquinia hanno deciso così di promuovere la “spesa sospesa”.
I clienti acquistano i prodotti e li lasciano a disposizione di chi non potrebbe comprarli. Si va dal latte al pane, dalla pasta all’olio fino ad arrivare alla frutta e alla verdura. E comincia a essere frequente vedere nelle botteghe bacheche con scontrini attaccati già saldati.
La “spesa solidale” riprende una tradizione di Napoli, dove c’è la consuetudine di lasciare un caffè pagato, “sospeso”, nei bar a chi non può permetterselo.
“Parlando con le persone, ti rendi conto di quello che ci sta accadendo attorno in queste settimane – racconta un commerciante –. I soldi sono pochi. Da qui è venuta l’idea della ‘spesa sospesa’. L’iniziativa sta prendendo piede tra i negozianti e ha trovato un’immediata risposta nella generosità dei tarquiniesi“.
Un fenomeno che mostra il volto solidale di una comunità, che si riscopre coesa proprio nei momenti più difficili.
Daniele Aiello Belardinelli
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