Viterbo – La sua vita è piena di colori e di note musicali. E’ Tonino Spanetta, 60 anni, titolare dell’omonimo negozio di vernici per l’edilizia, ferramenta, materiale elettrico e termoidraulico al civico 8 di viale Trieste.
Più che negozio, bottega, vocabolo consolatorio in tempi di Covid-19, dal sapore antico, come la storica vetrina di legno che ne fa una rarità, tra la stazione della Roma Nord e il passaggio a livello di Porta Fiorentina. Fuori ci sono 3-4 uomini in fila. Indossano tutti la mascherina e sono ben distanziati l’uno dall’altro. Si entra uno alla volta.
Ebbene Spanetta, oltre a preparare il colore esattamente nella tonalità richiesta dai clienti, è un abile suonatore di chiarina e fa anche parte di un gruppo musicale. Tanto per intendersi, al Palio di Siena gli squilli della festa si eseguono con le chiarine e sono d’argento.
Nato a Orvieto, con una casa sulle colline umbre che guardano la Rupe, Tonino è trapiantato ormai da 37 anni a Viterbo, di cui ama le tradizioni, su tutte Santa Rosa. Qui ha cresciuto due figli: uno medico e l’altro maturando (se non finisce presto la quarantena, nell’edizione Covid-19).
Il suo negozio è uno dei pochi aperti in tempi di quarantena collettiva contro il Coronavirus. Cosa vende?
“Non è un negozio di bricolage, io sono specializzato in vernici nel campo edile, i miei clienti sono prevalentemente dei professionisti, imbianchini, muratori, piccoli imprenditori, operai che si occupano di costruzioni e ristrutturazioni. Oggi, ad esempio, sto preparando il colore per un cliente. Poi faccio le consegne a domicilio. A volte mi aiuta il figlio che ancora studia, mentre l’altro, che è medico, già lavora”.
Certo, detta così, non è che si vedano in giro tanti cantieri aperti dove fervono i lavori. Chi bussa in questi giorni alla sua porta? Gli artigiani o vengono piuttosto i privati che si ingegnano a fare lavori in casa?
“Non creda. Certo il momento è quello che è, duro per tutti. Ben venga poter lavorare, anche se entrano solo i soldi per la spesa. Però un minimo di movimento c’è. La gente non è che voglia e possa avere l’imbianchino in casa ora, col rischio di contagio. Ma mi sembra che chi ha una seconda casa o una casa vuota stia approfittando per fare delle ristrutturazioni. Gli artigiani, loro malgrado, hanno più tempo, quindi è il momento buono. Piccole cose, magari, ma l’importante è che non si fermi del tutto il paese”.
C’é un desiderio che vorrebbe realizzare quando sarà passata la quarantena, dopo il Coronavirus?
“Quest’anno compio 60 anni e anche se non è ancora tempo di pensione, avevo in animo, nel 2020, di cedere l’attività, dal momento che uno dei miei figli fa già altro nella vita e il ‘piccolo’ farà altrettanto. Ora, con questa tragedia, non so se mi sarà possibile smettere o dovrà andare avanti. Diciamo che il mio solo desiderio, da un mese a questa parte, è salute e serenità. Se ci sono quelli, va tutto bene”.
Silvana Cortignani
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