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Media - La crisi attanaglia tutto il gruppo che comprende anche il Corriere dell'Umbria, il Corriere di Viterbo, il Corriere di Arezzo e di Rieti - Foliazione ridotta per tutte le testate e "sospensione delle pubblicazioni in maniera cadenzata delle varie edizioni"

Crollo di vendite e ricavi pubblicitari azzerati, il Corriere di Siena da oggi non è più in edicola

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Corriere di Siena

Corriere di Siena

Siena – Da oggi il Corriere di Siena non è più in edicola. Un fatto dovuto al crollo della vendite dei giornali cartacei in questo periodo di emergenza Coronavirus. Tutto il gruppo (Corriere dell’Umbria, Corriere di Viterbo, Corriere di Siena, Corriere di Arezzo e Corriere di Rieti), secondo una nota del comitato di redazione del gruppo Corriere che riporta le dichiarazioni della proprietà, vende appena 5mila copie. La grande parte delle quali del Corriere dell’Umbria, giornale capofila del gruppo. E da sempre punto di forza del sistema.

Un crollo di vendite che riguarda tutti i giornali cartacei italiani.

Vista la drammatica crisi, l’editore Gruppo Corriere Srl ha quindi deciso si sospendere la pubblicazione del Corriere di Siena a tempo indeterminato. Con tutto ciò che comporta per i giornalisti e i dipendenti, a cui va la più totale solidarietà.

La vicenda, in piena evoluzione, è ricostruita in due drammatiche note. La prima del comitato di redazione del gruppo Corriere, la seconda dei sindacati dei giornalisti.


La nota del comitato di redazione del Corriere

Il Cdr del Corriere è stato contattato in maniera urgente dal rappresentante dell’azienda Vito Nobile nel tardo pomeriggio di mercoledì primo aprile per una convocazione in videoconferenza per le ore 22 della stessa giornata.

All’incontro, oltre a Nobile e ai membri del Cdr, erano presenti Daniele Cavaglià e il direttore Davide Vecchi.

L’azienda ha illustrato la situazione del gruppo in questo difficile momento a seguito delle restrizioni messe in atto dal governo per contrastare il Coronavirus.

L’azienda ha messo in evidenza i cali di fatturato dovuti al dimezzamento delle copie vendute in edicola e all’azzeramento dei ricavi da pubblicità. Secondo i dati che sono stati illustrati le copie vendute in edicola sono attualmente circa 5.000 sommando le edizioni di Umbria, Siena, Arezzo, Rieti e Viterbo già in foliazione ridotta anche per la difficoltà del reperimento della carta.

L’azienda ha quindi prospettato la volontà di sospendere le pubblicazioni in maniera cadenzata delle varie edizioni (per l’Umbria era prevista la sola chiusura della redazione di Terni). In alternativa, è stata proposta la rinuncia alle ferie e ai recuperi accumulati e maturati al 31 marzo 2020. Tale rinuncia avrebbe rappresentato, secondo l’azienda, un piccolo sforzo dei redattori per aiutare il Corriere ad uscire dalle secche della crisi. Al cdr è stato chiesto di arrivare a un pronunciamento unanime nell’arco di sole 24 ore.

Il 2 aprile il Cdr ha iniziato dalla mattinata a contattare, illustrando la proposta dell’azienda, i singoli capiservizio delle redazioni di Rieti-Viterbo, Arezzo, Siena e nel pomeriggio i colleghi delle redazioni di Perugia e Terni. I capi servizio delle redazioni periferiche e dei settori della sede centrale sono stati invitati a esplicitare la posizione dei colleghi in merito alla richiesta dell’azienda. Le risultanze della consultazione hanno rilevato la mancanza di unanimità.

In serata il Cdr ha riferito a Vito Nobile, Daniele Cavaglià e Davide Vecchi l’esito dell’esplorativa. L’azienda ha preso atto della comunicazione e l’incontro si è chiuso in pochi minuti senza che il Cdr abbia avuto la possibilità di approfondire eventuali argomenti di discussione o eventuali proposte alternative da mettere sul tavolo.

I contatti tra il Cdr e l’azienda nella persona di Vito Nobile sono proseguiti nella mattinata del 3 aprile.

In un terzo incontro convocato per il tardo pomeriggio del 3, l’azienda, alla presenza del direttore Davide Vecchi, ha comunicato la decisione di sospendere, a partire dall’edizione di lunedì 06/04/2020, le pubblicazioni dell’edizione del Corriere di Siena sino a data da destinarsi.

L’azienda ha annunciato che nel periodo di sospensione delle pubblicazioni ai colleghi saranno fatte smaltire ferie e recuperi arretrati.

Qualora il monte ferie e recuperi fosse completamente smaltito le giornate di assenza saranno considerate permessi non retribuiti.

Inoltre, alla luce della riduzione delle foliazioni su tutte le altre edizioni, l’azienda ha annunciato di voler utilizzare un organico proporzionalmente ridotto in modo da far smaltire gli arretrati.

Settimanalmente saranno consegnate le turnazioni con gli smaltimenti ferie e permessi accumulati. Anche in questo caso qualora il monte ferie e recuperi fosse smaltito prima della fine dell’emergenza le giornate di assenza saranno considerate permessi non retribuiti.

Infine, in relazione agli sviluppi normativi che si attendono dal governo per eventuali aiuti all’editoria, l’azienda si impegna a tenere costantemente aggiornato il Cdr sull’evolversi della situazione, in particolar modo sull’applicazione della cassa integrazione in deroga con la causale “COVID-19 nazionale”.

Il Comitato di redazione ha proposto di adottare una soluzione non traumatica per l’edizione di Siena ma che nello stesso tempo andasse nella direzione di un contenimento dei costi. E vale a dire l’accorpamento delle edizdioni di Siena a Arezzo, così come già fatto con Rieti e Viterbo. L’azienda ha respinto la proposta.

Cdr gruppo Corriere


La nota di Assostampa

Corriere di Siena sospende pubblicazioni dal 6 aprile, la protesta delle associzioni regionali di stampa Toscana, Romana e Umbra. Richiesto tavolo nazionale urgente.

L’editoriale Gruppo Corriere, la cui testata principale è il Corriere dell’Umbria, ha comunicato al cdr di voler sospendere, da lunedì 6 aprile fino a data da destinarsi, le pubblicazioni del Corriere di Siena, prospettando ai giornalisti di utilizzare le ferie pregresse e, esaurite queste, permessi non retribuiti. E’ stata inoltre prospettata la riduzione della foliazione per le altre edizioni del gruppo.

Le associazioni regionali di stampa Toscana, Romana e Umbra vedono in questa decisione una grave forma di attacco non solo ai posti di lavoro, ma anche al sistema dell’informazione nel suo complesso, in questo momento di particolare emergenza dovuto alla pandemia Coronavirus.

Le associazioni regionali di stampa Toscana, Romana e Umbra si schierano al fianco del cdr e dei colleghi, ritengono indispensabile l’apertura di un tavolo nazionale (considerato che il Gruppo Corriere è articolato su più regioni) per mettere al riparo le redazioni da provvedimenti che, se applicati, potrebbero avere conseguenze devastanti per il giornale e per chi ci lavora.

Sandro Bennucci
Presidente associazione Stampa Toscana

Lazzaro Pappagallo
Presidente associazione Stampa Romana

Marco Baruffi
Presidente associazione stampa dell’Umbria


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6 aprile, 2020

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