Viterbo – Consiglio comunale nella sala di quello provinciale.
L’emergenza Coronavirus costringe gli amministratori a palazzo dei Priori a trovare soluzioni alternative per riunirsi, in un momento in cui vanno rigorosamente rispettate le distanze.
Troppo piccola la sala di piazza del Plebiscito, si cerca una soluzione. Con una premessa. Convocazioni ce ne saranno solo per argomenti improrogabili.
Al momento l’unico all’orizzonte, ma non così immediato, è il bilancio. C’è tempo per trovare una sede consona, se l’opzione videoconferenza non dovesse essere percorribile.
“Lo prevede l’articolo 73 del decreto Cura Italia – fa sapere il presidente del consiglio comunale Stefano Evangelista – così come per le commissioni. Finora non c’è stata urgenza e con i capigruppo si è stabilito che si poteva attendere, per l’unico argomento, il bilancio, per cui sarà necessario convocare sedute.
Al momento è in fase di formazione, c’è da capire quanto il governo accorderà ai comuni per l’emergenza”.
Per non trovarsi senza sede, nel frattempo si valutano le possibili ipotesi. “Per prima la videoconferenza o fisicamente altrove.
Di certo la nostra sala non è in grado di contenere consiglieri, assessori, segretario generale, consentendo di partecipare in sicurezza. Pure se chiusa al pubblico”.
C’è l’ipotesi palazzo Gentili. “Esiste una richiesta, occorre valutare e capire se gli spazi sono sufficienti, altrimenti si può pensare ad altri, sempre dell’amministrazione comunale”. O in video.
Più semplice per le commissioni. “Su pratiche urgenti e non rinviabili abbiamo deciso insieme la via telematica, tutti d’accordo nell’evitare spostamenti ai consiglieri”.
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