Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Sul piano territoriale e paesaggistico regionale (Ptpr) la priorità, per il bene comune, è evitare che l’atto decada lasciando senza tutele l’ambiente e i beni paesaggistici e culturali del Lazio e gettando così i territori della nostra regione di nuovo in pasto ai palazzinari – e in generale ad istante particolaristiche – che, forti di un ritorno al far west generato dalla totale assenza di regole, potranno imporre i propri interessi dando il via ad una nuova ondata di cemento.
Il piano territoriale e paesaggistico regionale è uno strumento fondamentale per valorizzare il capitale naturale e il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico perché, oltre a garantirne la giusta conservazione attraverso tutta una serie di vincoli e tutele da diversi tipi di rischi impattanti (cementificazione, impianti industriali, inceneritori ecc.), ne consente la collocazione in un contesto armonico.
Al di là dell’aspetto giuridico volto a dirimire l’attribuzione di competenze tra stato e regione, questione da noi già sollevata con un testo dettagliato sulle pregiudiziali costituzionali presentato all’epoca della discussione del provvedimento in aula in consiglio regionale, l’azione più urgente è trovare una soluzione in grado di evitare lo stallo e correggere eventuali incongruenze dell’atto, alla luce dei rilievi sollevati dalla Corte, nelle sedi competenti: in commissione Urbanistica, con l’esame della delibera di accordo e intesa, e in aula.
M5S Regione Lazio
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