Roma – Carcere, tra le ipotesi al vaglio del ministero della giustizia e del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) per prevenire la diffusione del Coronavirus negli istituti penitenziari ci sono anche le misure adottate in Turchia e Georgia. La notizia la dà Gnews, il quotidiano del dicastero della giustizia.
“Nella rassegna delle misure adottate da alcuni paesi per prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus negli istituti penitenziari (fra il 20 marzo e il 1° aprile 2020) realizzata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – scrive infatti ilquotidiano del ministero – vengono analizzate anche le strategie messe in atto da due paesi extra Ue come Turchia e Georgia”.
Gnews spiega poi cosa sta accadendo nelle carceri turche e georgiane.
Turchia. “Il sistema penitenziario di Ankara – riporta il quotidiano del ministero – ha deciso di rinviare di 15 giorni tutte le visite nelle carceri, così come di posticipare al 4 maggio 2020 ogni attività di gruppo interna ed esterna nell’ambito dei servizi di messa alla prova (probation). Con una circolare si è data, inoltre, indicazione di collocare i detenuti nuovi giunti in un ambiente isolato per 14 giorni per impedire il contatto con gli altri detenuti che si trovano già nei reparti degli istituti”.
Georgia. “Il ministero della giustizia di Tbilisi ha, invece, deciso di garantire – conclude Gnews – a ciascun detenuto 15 minuti di telefonate gratuite e lo svolgimento, in casi di emergenza, di visite con una barriera di vetro e dispositivi di protezione individuale. Grande attenzione viene posta in Georgia sullo screening di tutte le persone che entrano nelle strutture di pena: gli operatori penitenziari vengono controllati quotidianamente prima dell’ingresso in carcere, mentre i detenuti appena arrivati in attesa di giudizio sono collocati separatamente dagli altri. Il servizio penitenziario georgiano ha scelto, inoltre, di assicurare lo svolgimento di udienze a distanza all’interno degli istituti penitenziari, potenziando l’attrezzatura e le tecnologie specifiche”.
Daniele Camilli
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