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Il giornale di mezzanotte - Vita in tempi di quarantena - Sosta sempre in via Garbini il furgone di Gualtiero e Giulio Grasselli, padre e figlio di Vallerano

“Porchetta addio? Senza gente per strada, vendite giù dell’ottanta per cento”

di Silvana Cortignani
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Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Giulio Grasselli

Giulio Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Giulio Grasselli

Giulio Grasselli

Gualtiero Grasselli

Gualtiero Grasselli

Viterbo – Gestire un’attività di street food, quando non c’è più gente in strada. Gli affari non vanno bene in tempi di quarantena collettiva da Coronavirus. Nell’aria c’è il profumo della porchetta, ma senza il rumore della vita che scorre. 

“Siamo al venti per cento. Nel senso che le vendite sono calate dell’80 per cento”, spiega calcando bene il dato per non essere frainteso Gualtiero Grasselli, 35 anni, di Vallerano, che assieme al padre Giulio, 62enne, gira per le vie e le piazze di Viterbo e Roma col suo coloratissimo furgone per la vendita della famosa porchetta e della frutta secca, prodotti tipici dell Tuscia che sono il fiore all’occhiello del suo paese. 

Giovedìsanto il camion con su scritto a caratteri cubitali “Gualtiero” rallegrava con la sua presenza lo spiazzo che fa angolo tra via Cardarelli e via Garbini, proprio davanti agli uffici comunali. 

Intanto i rari passanti adocchiano il banco dello street food e si avvicinano. Quasi in sordina. Guanti e volti mascherati. Mantenendo rigorosamente le distanze. Bisogna alzare la voce per farsi sentire. Ma per assurdo è quasi più facile comunicare. Si simpatizza. Probabilmente perché. tutti “addobbati” alla stessa maniera. Ci si sente tutti sulla stessa barca. O meglio, della stessa classe. Come gli scolari di una volta, col grembiule nero e il fiocco bianco. A studiare alla scuola della vita. Stavolta davvero imprevedibile e inaspettata. 

Tra gli aspiranti clienti una ragazza. Si chiama Cinzia e lavora presso un’azienda della zona. “Il giovedì mattina, di solito scendiamo a comprare la porchetta per pranzo”, spiega. “Adesso è più triste, perché in sede siamo rimasti soltanto io e l’amministratore, a debita distanza,mentre gli altri impiegati lavorano da casa. Con lo stop, il grosso del personale è stato messo in smart working, mentre i locali sono stati sanificati e siamo rimasti in due”, dice.

“Dopo il blocco di inizio marzo, quando sono scattate le misure per contenere la pandemia, siamo stati fermi solo la prima settimana per organizzarci e capire come continuare. Poi ci siamo detti che non aveva senso fermare del tutto l’attività e che, anche se le vendite sono quelle che sono, bisognava riprendere subito”, spiega Gualtiero Grasselli.

Papà Giulio sta seduto in un angolo, vicino ai “sacchi” giganti della frutta secca, e smista gli ordinativi per telefono. Una chiamata dietro l’altra, in previsione della Pasqua. “Va bene, allora restiamo d’accordo per la consegna sabato”, dice Giulio, chiamando quasi tutte le clienti per nome.

“Gliel’ho detto che abbiamo anche la corallina pasquale? Come cos’è la corallina? E’ il salame coi grassetti bianchi, quello che si mangia a Pasqua, ci si fa colazione la domenica mattina”, spiega. Già la corallina. Sembra un vocabolo d’altri tempi, come porchetta e frutta secca. 

“La porchetta la prepariamo due volte a settimana, poi di botte ci alziamo per cucinarla. E’ la migliore. La nostra porchetta di Vallerano, in tempi normali, va a ruba nella capitale”, dicono. 

A Viterbo vengono solo il giovedì mattina: “Tutti i giovedì mattina qui a partire dal 2003. A parte la prima settimana del Covid-19. Sempre il giovedì, poi anche il venerdì e il sabato, siamo a Vallerano, Mentre gli altri giorni della settimana la porchetta di Gualtiero viene distribuita a Roma Nord”, spiega il 35enne, orgoglioso. 

Nonostante i tempi bui, non mollano. “Certo, lavorare come prima, sostenere le stesse spese, fare gli stessi giri… per stare al venti per cento dei ricavi è dura”, ripetono padre e figlio. 

Una manciata di minuti e poi scattano gli inevitabili auguri di Buona Pasqua. Nonostante sia ancora mattina presto, il cielo è limpido, di un colore azzurro da fumetto, e il sole che scalda fa pensare a quanto sarebbe stato bello fare Pasquetta al mare. 

“Noi domenica e lunedì staremo a casa nostra, solo noi che viviamo insieme, come tutti. Saremo io, papà e mamma. Niente porchetta, sarà lei a cucinare a Pasqua, a sorpresa”, conclude Gualtiero,mentre si accinge ad affettare la porchetta. 

Silvana Cortignani

 


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15 aprile, 2020

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